In evidenza News Rödl & Partner — 27 ottobre 2022

Sono circa 73.1 milioni al giorno le intrusioni a seguito di attacco cyber che oggi si verificano nel mondo e, sempre nelle 24 ore, 17.1 milioni di malware attaccano aziende, governi e organizzazioni”. Così esordisce Athos Cauchioli hacker etico, ovvero buono, ospite al webforum sulla Cybersicurezza organizzato da Economy Magazine, il giornale economico diretto da Sergio Luciano. “Altro dato esplicativo – continua l’hacker-etico - è che oggi il 70% della banda, quindi della velocità di internet, è utilizzata da software che cercano ogni giorno di penetrare aziende, società o truffare singoli individui”.

Un fenomeno, quello dei cyberattacchi che peraltro è in significativo aumento: da settembre 2021 a settembre 2022 si registra un aumento delle intrusioni del 9% malgrado ad esso corrisponda un calo di ‘malware’ (software malevolo) dovuto però al fatto che questi ultimi sono sempre più precisi e ’intelligenti’: “si pensi – esemplifica l’ hacker buono - che per ingannare la cybersorveglianza questi software possono autonomamente interagire ad esempio via email col management, se non anche al centralino dell’azienda per attrarli in un sito malevolo e renderli cosi loro malgrado ‘complici’ nello spalancare ai cyber-criminali le porte dell’azienda”. 

In effetti il tema non è tanto il rischio cyber – spiega Andrea Marchi esperto di cybersicurezza della multinazionale di consulenza  Rodl & Partner, che assiste aziende in 40 paesi nel mondo – che alla stregua di tanti altri rischi aziendali come ad esempio la concorrenza o altri eventi imprevedibili (si pensi solo al Covid), ma l’aspetto oggi critico da comprendere meglio è il fatto che tutti in azienda siamo ‘target’, a prescindere dalla funzione e dal livello che occupiamo – spiega Marchi – “Va poi ben misurata la cosiddetta  ‘superficie d’attacco’ area che – annota l’esperto di Rodl – soluzioni lavorative come ad esempio lo smartworking hanno ampliato molto rendendola così meno difendibile, laddove se l’hacker non riesce a penetrare l’azienda in quanto ben protetta, poi il PC o la stessa rete wi-fi del dipendente che lavora da casa può diventare una pericolosa porta d’accesso” .

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Ufficio stampa Rodl & Partner
Purple & Noise PR

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