In evidenza L'opinione — 28 ottobre 2025

da Economy Magazine (ottobre 2025)*

 

«Fondi ed investitori a seguito di un’acquisizione si concentrano, correttamente, molto sulla ristrutturazione dell’azienda, della presenza sul mercato e della distribuzione, e anche di quella del management, con l’introduzione nell’organico di figure alto-profilate in settori chiave come leadership/board, finanza e commerciale. La funzione della comunicazione è quindi, facilmente delegata al Ceo dell’acquisita. Il quale ovviamente è molto più orientato a vendite e fatturato. Così la comunicazione nel migliore dei casi è al servizio del marketing e delle vendite» spiega Davide Ciliberti, founder di Purple & Noise PR.

«Ritengo invece  – continua l’esperto – che il communication manager dovrebbe essere una delle ‘prime scelte’ del PE, che dovrebbe in qualche modo avocare a sé o comunque governare, e dovrebbe lavorare sì nell’interesse dell’azienda, ma anche dell’investitore medesimo per generare un super-valore di brand, ed elevare la cosiddetta brand equity ben oltre il valore “reale” dell’azienda. Perché ciò è possibile (agli inizi degli anni 2000 e della new economy questo concetto era chiarissimo…) ed è anche la maniera più economica ed efficace per elevare il valore, il ‘prezzo’, dell’azienda ben oltre il valore reale».

Campagne di comunicazione strutturate, consulenza strategica sulla presenza mediatica, attività costante su PR e digital possono far crescere in pochi anni la riconoscibilità di un’azienda, aprire mercati inattesi, facilitare partnership, e, dettaglio tutt’altro che trascurabile, migliorare il valore percepito al momento dell’exit.

«Il tema è però che spesso i PE mancano in cultura della comunicazione, ne hanno una visione limitata se non talvolta egoriferita (ridotta alle testate del settore dove si leggono uno con l’altro) e quindi non vi investono, non la governano e delegano all’azienda», continua Ciliberti.

«Che facilmente poi a sua volta non vi investe in maniera adeguata, oppure magari, al contrario, vi pone molti soldi ma spesi in maniera incoerente, senza un piano di comunicazione e senza una logica di brand equity. Soldi dunque in parte sprecati. Non è un mistero che esistano case history in cui la sola scelta di potenziare la comunicazione abbia portato a Roi sorprendenti, ben oltre le attese degli spreadsheet», conclude il Ceo di Purple & Noise PR.

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Leggi l’articolo: https://www.economymagazine.it/dalla-narrazione-alla-performance/

*Economy, diretto da Sergio Luciano, e il principale magazine di economia in Italia

 

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