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	<title>Purple &#38; Noise PR &#187; ADICO</title>
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	<description>Public Relations &#38; Communication</description>
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		<title>INDAGINE ADICO SU EXPO 2015: PER 1 MANAGER SU 3 NON AVRA&#8217; BENEFICI POSITIVI SULL&#8217;AZIENDA</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 20:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ciliberti]]></category>
		<category><![CDATA[eXPO 2015]]></category>
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		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[survey]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo gli intervistati infatti ad oggi Expo 2015 trasmette un percepito di “inefficienza” (72%), oppure “non comunica nulla”  (16%) e solo un 2% risponde che Expo comunica “efficienza”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-556" style="border: 0px;" title="expo2015" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/11/expo2015.jpg" alt="expo2015" width="440" height="293" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>“Credi che Expo 2015 avrà effetti benefici sul business della tua azienda?”</em></strong> è questa una delle domande che <strong>ADICO</strong>, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione (<a href="http://www.adico.it/">www.adico.it</a>),  ha posto attraverso una<strong> survey on line</strong> ai sui  oltre 6000 associati, lanciata con l’obiettivo di misurare l’”umore” e il livello di coinvolgimento  dei  professionisti italiani del settore marketing e comunicazione in quello che sarà uno degli appuntamenti più importanti per il nostro sistema-paese negli ultimi 50 anni.</p>
<p><span id="more-555"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, i <strong>437 marketing manager</strong> non sono così convinti che Expo 2015 rappresenterà un’opportunità per le loro aziende. Alla domanda posta in apertura di sondaggio il 30% degli intervistati ha risposto “si, ma poco”, <strong>il 34% è convinto che Expo 2015 “<em>non”</em> avrà  benefici sul business della propria</strong> azienda”, 19% gli incerti mentre solo il 15% ha risposto in senso affermativo. Isolo il 2% ha risposto “si, molto”.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Expo sarà un successo? Si, “ni”, forse no…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Però alla domanda <strong><em>“Come credi che andrà Expo 2015?”</em></strong> <strong>il 43% degli intervistati è convinto che “andrà” bene</strong>, percentuale a cui si appaia un 10% di super-ottimisti che ritengono che “sarà un successo”. Purtroppo è comunque alta la percentuale dei marketing manager che ritengono che Expo <em><strong>“Sarà un flop” (23%)</strong></em> , ai quali si aggiungono coloro i quali ritengono che invece la manifestazione <strong><em>“andrà male” (16%).</em></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong><em>.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Expo 2015 “bocciato” in comunicazione secondo 9 manager su 10</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come il  2015 è un grande evento di comunicazione. Ecco allora che è parso utile indagare tra i nostri guru del marketing su <strong><em>”Come comunica Expo?”,</em></strong> domanda alla quale  1 intervistato su 3 ha risposto <strong>“in maniera scarsa”  (33%),</strong> <strong>“male” (32%)</strong> o <strong>“non comunica affatto” (32%).</strong>  Ovvio, il giudizio si basa su quanto percepito sinora, ma il fatto che nessuno (0%) tra gli intervistati dia un giudizio positivo in materia, forse è un significativo indicatore, del cammino che si debba ancora compiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli intervistati infatti ad oggi <strong>Expo 2015</strong> <strong>trasmette un percepito di</strong> <strong>“inefficienza” (72%),</strong> oppure <strong>“non comunica nulla”  (16%</strong>) e solo un 2% risponde che Expo comunica “efficienza”</p>
<p style="text-align: justify;">E come arriveremo alla scadenza del 2015 secondo i nostri marketing manager?  <strong>1 su 10  ritiene ci presenteremo “puntuali” all’appuntamento</strong> col 2015, mentre <strong>il 73% ritiene che vi arriveremo “con alcune lacune”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tutti d’accordo: “strategie efficaci” e “coinvolgimento di aziende e talenti manageriali” per centrare l’obiettivo dei visitatori previsti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Definita la situazione relativa alle aree, che per molti mesi ha catalizzato l’attenzione di Istituzioni, mercato, decisori e osservatori ora secondo i nostri marketing manager è ora di organizzarsi e far marciare la locomotiva . Alla domanda “<em><strong>Dopo la definizione dei terreni qual è secondo te la priorità di Expo?</strong></em>” il <strong>43% risponde che è “necessario attuare strategie di mercato e logistico-operative atte a conseguire il numero di visitatori previsti”</strong> (43%),  1 su 5  ritiene che sia prioritario “<strong>coinvolgere le aziende” (22%),</strong> <strong>“coinvolgere i migliori talenti italiani” (18%</strong>) e “adottare delle strategie di marketing efficaci” (13%).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><strong><em>.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Coinvolti? No!<br />
Ma 7 marketing manager su 10 pronti a “dare una mano”. Subito…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sorprende un po’ il dato che in risposta alla domanda “<em><strong>Sei coinvolto in Expo?”</strong></em>  evidenzia come il <strong>93%</strong> &#8211; in pratica l’unanimità – degli intervistati <strong>abbia risposto in maniera negativa</strong>. Conforta invece la tradizionale e immancabile italica voglia di tirarsi su le maniche. <strong>L’83% ha risposto che sarebbe pronto a dare una mano</strong> (solo il 17% ha risposto negativamente all’ipotesi di “coinvolgimento” ).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Michele Cimino (ADICO): </strong><strong>“Pronti a dare il nostro contributo… gratis!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una propensione subito raccolta dal presidente di ADICO Michele Cimino che dal suo speaker-corner ospitato ogni “ultimo mercoledì del mese” dal blog indipendente <a href="http://www.bemarketer.it/">www.bemarketer.it</a> , lancia la proposta di una movimentazione dei migliori talenti del marketing e della comunicazione pro-Expo.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Ora che la vicenda delle aree è risolta e che il BIE  ha dato l’ok dovremmo entrare nella fase più concreta</em> – spiega Cimino -<em> quella dei contenuti, ma soprattutto quella operativa. Cioè  quella che si dovrà tradurre nella magnifica organizzazione che dovrà stimolare, attrarre, intrattenere e affascinare i 20 milioni di visitatori che giungeranno per l’occasione nel nostro paese”</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il nostro sondaggio ha evidenziato come la nostra categoria non sia pressoché stata coinvolta in quella che invece è una delle più grandi e straordinarie operazioni di marketing che il nostro paese si trovi ad affrontare –</em> sottolinea Cimino<em> – e al tempo stesso abbiamo raccolto la più alta propensione dei nostri talenti manageriali ad essere della partita. Quindi come ADICO, consapevoli delle difficoltà ma anche delle immense opportunità che Expo 2015 potrebbe rappresentare per tutto il nostro sistema paese, come forma di impegno civile  abbiamo deciso di offrire il nostro contributo come volontariato manageriale  in forma  gratuita. Siamo in attesa di essere sentiti per concordare questa forma di collaborazione</em>”, conclude Cimino.</p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa ADICO<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>MICHELE CIMINO &#124; PRESIDENTE ADICO: &#8220;EXPO 2015, E IL MARKETING DOV&#8217;E&#039;?&#8221;</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2010/11/expo-2015-e-il-marketing-dove/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 16:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[eXPO 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimo mercoledì del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà un colossale evento di marketing, ma i talenti italiani in materia non  sono ancora coinvolti. E ADICO (Associazione Direttori Marketing, Vendite e Comunicazione italiani) rilancia: “Pronti  a fare volontariato manageriale “]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-540" style="border: 0px;" title="UltimoMercolediAdico" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/11/UltimoMercolediAdico.jpg" alt="UltimoMercolediAdico" width="398" height="178" /></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-539"></span></p>
<p>Un segnale che <strong>ADICO</strong> non può ignorare. Ed<strong> Expo2015</strong> neppure, secondo <strong>Michele Cimino</strong>, presidente dell’Associazione dei direttori marketing, vendite e comunicazione: <em>“Pronti ad affiancare Expo come manager “volontari!”</em></p>
<p>Expo2015 domina quotidianamente le pagine dei quotidiani, locali e nazionali. Coinvolge e infuoca dibattiti, eccita – come direbbe Bennato – “dotti, medici e sapienti”… Ora che la vicenda delle aree è risolta e che il Bie ha dato l’ok dovremmo entrare nella fase più operativa: quella dei contenuti, ma soprattutto quella operativa, cioè quella magnifica organizzazione che dovrà stimolare, attrarre, intrattenere e affascinare i 20 milioni di visitatori che giungeranno per l’occasione nel nostro paese. Insomma, una vera e propria mega-operazione di marketing, declinato in tutti i suoi aspetti. Marketing… appunto? Ma in Expo 2015 il marketing in che misura è presente? Quanti di noi donne e uomini di marketing ne sono coinvolti? Hanno dato un loro contributo? Sono stati interpellati?. Dopotutto il 2015 è qui dietro l’angolo…  Come Associazione abbiamo lanciato un sondaggio proprio su questo tema, i cui risultati saranno pubblici a giorni. E tra i quesiti abbiamo proprio inserito quello sul coinvolgimento, che ha dato un esito plebiscitario in senso negativo. Un dato che si accosta però ad una quasi unanime propensione dei nostri manager del marketing, delle vendite e della comunicazione a collaborare, ad essere attori attivi di questa grande impresa.</p>
<p>E  come Associazione non lasceremo inascoltato questo grido! Offriremo gli esiti di questa indagine svolta sui nostri 6500 associati ai vertici di Expo 2015 e, cogliendo lo stimolo di Beniamino Quintieri, commissario generale del governo per l’Expo di Shangai, in una recente intervista a Repubblica, e con essi offriremo il supporto di ADICO, e di tutti i soci che vorranno essere della partita, ad Expo2015 in maniera gratuita. per una attività di volontariato manageriale.</p>
<p>Una forma di impegno civile a beneficio del sistema-Italia tutto…</p>
<p>Michele Cimino</p>
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		</item>
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		<title>ADICO: CIMINO CONFERMATO PRESIDENTE. FAVINI (LOGOTEL), LANZETTA (ENEL) E SANTAMBROGIO (INTERDIS) VICE</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2010/09/press-release-adico-cimino-confermato-alla-presidenza-favini-logotel-lanzetta-enel-e-santambrogio-interdis-vice-presidenti/</link>
		<comments>https://www.purpleandnoise.com/2010/09/press-release-adico-cimino-confermato-alla-presidenza-favini-logotel-lanzetta-enel-e-santambrogio-interdis-vice-presidenti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
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		<category><![CDATA[The Bridge]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio direttivo di ADICO, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione (www.adico.it), ha eletto le nuove cariche sociali per il triennio 2010-2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio direttivo di ADICO, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione (<a href="http://www.adico.it/">www.adico.it</a>), ha eletto le nuove cariche sociali per il triennio 2010-2012. <strong>Michele Cimino</strong> è stato confermato presidente, così come <strong>Mariuccia Mauri</strong> nella carica di direttore generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-503"></span><br />
Sono stati eletti vice-presidenti dell’Associazione: <strong>Giuliano Favini</strong>, amministratore delegato di Logotel, <strong>Nicola Lanzetta</strong>, direttore vendite mercato domestico e SME di ENEL, <strong>Giorgio Santambrogio</strong>, direttore generale di Interdis.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio direttivo di Adico è inoltre composto da: <strong>Michele Adt</strong> (SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali), <strong>Renato Avagliano</strong> (EULER HERMES SIAC), <strong>Cesare Biggioggera</strong> (Prysmian Cavi e Sistemi), <strong>Venanzo Bruzzechesse </strong>(Interconsult), <strong>Gianfranco Caradonna</strong> (Efin – Economia e finanza), <strong>Eugenio Casacci</strong> (Infomercati), <strong>Guido Corti</strong> (En-Gauge), <strong>Fabiano Finamore</strong> (BrainForce), <strong>Elisa Franchin</strong> (Bugnino), <strong>Mariuccia Mauri</strong> (Adico), <strong>Giuseppe Monserrato</strong> (The Bridge), <strong>Roberto Portelli</strong> (Con.Nexo), <strong>Renato Riva</strong> (Cisco Systems), <strong>Antonia Santopietro</strong> (Business World), <strong>Mario Silvano</strong> (Silvano Consulting).</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L&#8217;Associazione con il nuovo Consiglio direttivo per il 2010-2012 volta pagina e punta decisamente a diventare un&#8217;associazione di servizio per i manager italiani impegnati in questo difficile periodo della vita economica del nostro paese</em> – dichiara <strong>Michele Cimino Presidente di ADICO</strong> -. <em>Più focalizzazione sugli obiettivi e maggiore determinazione nell&#8217;avviare un lavoro di gruppo fortemente basato sull&#8217;uso delle tecnologie, non come supporto ma come parte essenziale del modo di operare dell&#8217;Associazione.</em> <em>L&#8217;entrata di nuovi consiglieri provenienti da importanti aziende impegnate a governare la presenza sui mercati,  rappresenta un’ulteriore opportunità per  fare crescere  l’Associazione anche dal punto di vista numerico, obiettivo cui contribuirà anche il</em> <em>nuovo portale che sarà on-line dall’inizio del prossimo anno. L&#8217;Associazione punterà inoltre ad essere  sempre più un luogo dove discutere, interrogarsi  e confrontarsi sui temi della crescita delle aziende italiane nei mercati  sempre più competitivi</em>”.<br />
<strong><br />
Giuliano Favini, amministratore delegato di Logotel</strong>, azienda leader nella formazione manageriale e professionale innovativa,  neo vice-presidente di ADICO, nel condividere la nuova strategia dell&#8217;Associazione, ha sottolineato l&#8217;importanza che ha per il management la formazione delle persone in quanto per il successo di un&#8217;azienda è e sarà sempre più determinante il contributo delle risorse umane ed il valore da loro generato. “<em>Un management impegnato e formato che si ponga con coraggio verso il cambiamento, cosciente della esigenza di supportare i propri colleghi e collaboratori con una formazione (e non solo addestramento) che li metta in condizione di operare per soddisfare</em>  &#8211; commenta Favini &#8211; <em>le aspettative crescenti e variabili dei Clienti esterni ed interni all’Azienda, è certamente quello che serve e che fa la differenza  per le Aziende del nostro Paese. L&#8217;impegno di Accademia Adico sarà quello di diventare parte attiva e propositiva in questo settore”.<br />
</em><br />
<strong>Nicola Lanzetta, direttore vendite mercato domestico e SME di ENEL,</strong> eletto vice-presidente di ADICO, porterà  l’esperienza di una grande azienda che dovendo operare in un mercato globale deve utilizzare tutti i canali, i mezzi di comunicazione e di marketing, anche lontani dalla sua tradizione, per essere sempre più competitiva in un nuovo settore. “<em>E&#8217; una tipologia di impegno che può diventare uno standard per i prossimi anni per molte aziende</em>  &#8211; commenta Lanzetta, neo vice presidente Adico &#8211; <em>specie se devono aprire nuovi mercati.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing Interdis</strong>, eletto e da oggi vice presidente di ADICO, ha già avviato  da diversi anni un interessante progetto di unificazione delle funzioni professionali di vendita, marketing e comunicazione, enfatizzandone sempre più la valenza tecnologica; tutto ciò in un settore di grande vitalità ed enorme importanza quale è quello della grande distribuzione. “<em>E&#8217; una tipologia di esperienza impresa</em> &#8211; commenta Santambrogio, che nel 2000 ha vinto il Premio Adico &#8221; Uomo marketing dell&#8217;anno” &#8211; <em>che può  e dovrebbe diventare uno standard nel mondo della piccola e media sia industriale che commerciale”.</em><br />
ADICO (Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione), fondata nel 1964, si propone come punto di riferimento professionale, formativo e di dibattito a livello nazionale per i professionisti operanti nell’area commerciale, nelle vendite, nel marketing e nella comunicazione, indipendentemente dal settore economico pubblico o privato, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Ogni anno ADICO organizza “AdicoForum”, appuntamento di rilevo nazionale per professionisti e manager del settore. Sempre con cadenza annuale l’Associazione conferisce il prestigioso riconoscimento “Premio Marketer dell’Anno”. Nel 2009 ADICO ha animato il proprio network, che conta circa 6000 professionisti, con oltre 100 eventi di “Accademia ADICO” e oltre 80 tra seminari, forum e convegni di formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa ADICO<br />
Purple &amp; Noise Srl<br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INDAGINE ADICO &#8211; IL SOCIAL NETWORK PIACE AL MARKETING MANAGER… PER SPIARE IL COLLEGA</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2010/08/indagine-adico-il-social-network-piace-al-marketing-manager-per-cambiare-lavoro-e-un-po-per-spiare-il-collega/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 08:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ciliberti]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Purple & Noise]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[survey]]></category>

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		<description><![CDATA[1 manager su 3 utilizza i social network per “spiare” il collega. Michele Cimino (ADICO): “Pessima abitudine, purtroppo diffusa”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-497" style="border: 0px;" title="Indagine manager e social network ADICO" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/08/Indagine-manager-e-social-network-ADICO1.jpg" alt="Indagine manager e social network ADICO" width="481" height="266" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>ADICO, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione</strong> (</em><a href="http://www.adico.it/"><em>www.adico.it</em></a><em>), ha svolto un’indagine su 412 marketing manager, per capire usi e comportamenti dei professionisti che decidono le strategie di mercato delle nostre aziende, rispetto ai social network. E tra i risultati anche qualche piccola sorpresa&#8230;</em></p>
<p><span id="more-492"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Facebook ha appena tagliato il traguardo 500 milioni di “amici”, Linkedin ha oltre 70 milioni di utenti. Secondo una recente indagine Eurispes sono utenti attivi di Facebook il 44,2% degli italiani maggiorenni e solo l’1% dichiara di non conoscere alcun social network. Poi ci sono tutti gli altri come Twitter, Xing e via così fino a Flickr, YouTube e Messenger dove la definizione “social-network” assume un significato più diluito rispetto all’enorme metamorfosi fenomenologia che è in corso e all’uso quotidiano che di essi viene fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">E’evidente che il fenomeno social network  non può lasciare indifferente il sistema delle imprese, sia a livello mondiale che italiano. Se non’altro perché gli stessi “utilizzatori”  occupano poi, nella vita lavorativa, le più svariate e ampie posizioni professionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ADICO, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione</strong> (<a href="http://www.adico.it/">www.adico.it</a>), attiva dal 1964, ha svolto un’indagine, ovviamente “on line” , cui hanno risposto 412 marketing manager, per capire usi e comportamenti dei professionisti che decidono le strategie di mercato delle nostre aziende, rispetto ai social network.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella classifica di quelli utilizzati con maggiore frequenza dai manager vi è un testa a testa tra Facebook, con il 38,5% delle preferenze e Linkedin con il 37,4%. Da considerare però che la domanda prevedeva una “ preferenza secca” (domanda: ”Quale usi con maggiore frequenza?”). E’ evidente che nell’uso quotidiano entrambi possono essere utilizzati contemporaneamente. Bassissimo invece Twitter, che spopola all’estero, ma che in Italia è dato come preferito dall’1,1% degli intervistati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Social-network buoni anche per vendere prodotti?  </strong><strong>Si, per 7 manager su 10. Ma poi, 6 su 10 ammettono di non utilizzarli nelle proprie strategie di marketing. Semmai per cambiare lavoro (38%)…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 45,5% degli intervistati è convinto che Facebook, Linkedin &amp; co. siano uno strumento di marketing “adeguatamente efficace”, mentre per il 22,7% è addirittura convinto che sia “molto efficace”. Il 20,9% ritiene che saranno “efficaci nel prossimo futuro”, mentre i dubbiosi, quelli cioè che lo considerano “poco efficace”  sono il 10,9%.<br />
Da sottolineare il dato secondo cui nessuno (0%) li considera “per nulla efficaci”</p>
<p style="text-align: justify;">Però poi alla domanda “Li utilizzi oggi nelle tue campagne di marketing o per ampliare ilo tuo network commerciale?” il 42% degli intervistati dichiara di utilizzarli “poco” e il 22% “per nulla”.</p>
<p style="text-align: justify;">Cioè, così come 7 manager su 10 li definiscono efficaci per il marketing, poi nel concreto 6 su 10 oggi non li utilizza ancora nelle proprie attività e strategie aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;">Semmai il social-network, a livello professionale, viene piuttosto utilizzato per verificare nuove opportunità professionali. Alla domanda: “Possono essere utili alla tua carriera professionale o per cercare un nuovo lavoro?” il 38% degli intervistati ha dichiarato che li utilizza per le ricerche di lavoro. Il 17% dichiara poi che è anche riuscito ad ottenere di “fare un colloquio” di lavoro attraverso i social-network.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contatti, amici (40%) e passatempo (17%) per 1-2 ore al giorno(80% ): così il social-network nella giornata del manager. Il 40% si collega dall’ufficio.  Quanti non li sanno utilizzare? Nessuno (0%)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Andando poi ad  indagare nelle abitudini quotidiane del manager, dall’indagine si evince come il 40% utilizza principalmente i social-network per “ricercare contatti o fare networking personale”, il 17% prevalentemente “come passatempo”, il 7,5% come scopo principale per “ritrovare vecchi amici e compagni di scuola”, “acquisire informazioni personali” (5%),  “farsi un’idea su interlocutori che si stanno per incontrare” (5%).</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di ciò 1 manager su 2 (55%) ritiene di “padroneggiare discretamente” i social-network, il 22% ritiene di averne una “conoscenza basica”. Ma anche in questo caso il dato significativo è che nessuno (0%) degli intervistati dichiara di non saperli usare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la durata il 60% degli intervistati ha dichiarato di “collegarsi” per “meno di un’ora al giorno”, il 25% per “meno di 2 ore al giorno” e il 5,6% da “3 a 5 ore al giorno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò accade prevalentemente dall’ufficio, per il 41% degli intervistati,  o da casa per il 35,5%</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pericolosi per la privacy aziendale? Ma va là…  Ma poi 1 su 2 li vuole proibire in azienda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre il 70% degli intervistati valuta in generale i social-network un “fenomeno positivo” (56%) se non addirittura “molto positivo” (17,5%).  Il 20% risponde in senso affermativo, ma con riserva (“poco”) e solo l’1,8% li ritiene un fenomeno negativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguenza di ciò è che il nostro marketing manager è convinto che  “se usati con accortezza i social network non sono una minaccia per la privacy aziendale” (72,4%), cui si aggiunge un 7% degli intervistati  che risponde che in assoluto “non sono una minaccia” per la segretezza dei dati.  Solo il 17% degli intervistati  li percepisce come una minaccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tale atteggiamento mal si concilia con l’atteggiamento quotidiano. Malgrado 4 manager su 5 (si veda sopra) dichiara di collegarsi 1-2 ore al giorno, e il 40% degli stessi proprio dall’ufficio, alla domanda: “Sei d’accordo all’inibizione dei social-network durante l’orario di lavoro?”  1 su 2 è “d’accordo” (38%)/“assolutamente d’accordo” (8%). All’opposto il 21% ha dichiarato di “non essere d’accoro” o “poco d’accordo” (30%).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma attenzione al capo voyeur:  1 manager su 3 li usa per “spiare” il collega. Michele Cimino (ADICO): “<em>Pessima abitudine, purtroppo diffusa”<br />
</em></strong><br />
Infine agli intervistati è stata posta la domanda se utilizzano i social-network per “monitorare” colleghi o dipendenti. Il 68% dichiara: ”Giammai!”.  Affermazione alla quale non crede molto il Presidente di ADICO, Michele Cimino</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Io ritengo, sulla base della mia esperienza quotidiana, che molti colleghi utilizzino specifici social-network nella corretta maniera per annotare il profilo professionale di un collega o di un candidato. Ma poi tramite altri, peraltro i più frequentati,  in molti, temo,  in un modo o nell’altro, vanno a sbirciare le pagine personali, dove di frequente il o la professionista si racconta attraverso il tempo libero, la famiglia, gli amici e comunque è ritratto in situazioni personali. Ma che tali devono rimanere!</em> – sottolinea <strong>Michele Cimino</strong> -  <em>Secondo me questi elementi, ottenuti guardando dal buco della serratura, non devono interferire nella valutazione personale del collega, del dipendente o del candidato. Eppure, non nascondiamoci dietro ad un dito, ciò accade e, non così di rado. Una foto delle vacanze, un brano musicale od una frase, contribuiscono a creare un&#8217;impressione od un giudizio, ricavato senza alcun titolo su elementi della vita privata e, oltretutto, secondo propri personali standard. Una pessima abitudine</em>…”</p>
<p style="text-align: justify;">Pessima abitudine, che al di là dell’opinione del decano dei marketing manager, si rivela anche nei risultati dell’indagine laddove rispetto alla domanda “Li utilizzi per monitorare colleghi/dipendenti?” il 20% ammette: “Si, ma poco”, il 7% “Si, ogni tanto” e il 5% dichiara “Si, spesso”. Che tutti assieme fanno un buon 30%… 1 su 3.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Guarda il video (ANSA):</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/economia/2010/08/10/visualizza_new.html_1879859251.html">http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/economia/2010/08/10/visualizza_new.html_1879859251.html</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Ufficio Stampa ADICO<br />
Davide Ciliberti<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Convegno &#8211; A MILANO IL &#8220;GURU&#8221; DEL WHOLISTIC GENERAL MANAGEMENT</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ciliberti]]></category>
		<category><![CDATA[Fredmund Malik]]></category>
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		<category><![CDATA[Purple & Noise]]></category>

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		<description><![CDATA[Fredmund Malik è pluripremiato autore di oltre 10 bestseller sul Wholistic General Management e Leadership e di centinaia di articoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Martedi 29 giugno 2010</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fredmund Malik<br />
“Il teorema Malik: Ahead of change”</strong></p>
<p style="text-align: center;">Società Umanitaria &#8211; Salone degli Affreschi &#8211; via S. Barnaba 48,  Milano</p>
<p style="text-align: center;">ore 16, 45</p>
<p style="text-align: center;"><em>Partecipazione gratuita sino ad esaurimento posti.<br />
</em>Programma e accrediti on line su: <a href="http://www.adico.it">www.adico.it</a></p>
<p><span id="more-464"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>«Fredmund Malik is one of the most influential business thinkers in Europe whose lectures attract top CEOs.»</strong> <em> (Business Week, giugno 2005)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-465 alignleft" style="border: 0px;" title="BIL_1001_Kolumne_Malik" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/06/BIL_1001_Kolumne_Malik.jpg" alt="BIL_1001_Kolumne_Malik" width="147" height="112" />Fredmund Malik è pluripremiato autore di oltre 10 bestseller sul Wholistic General Management e Leadership e di centinaia di articoli. La maggior parte dei suoi libri campo del management di organizzazioni profit e non-profit, sono stati tradotti in più di dieci lingue.</p>
<p style="text-align: justify;">Malik è anche un imprenditore di successo, avendo fondato l’organizzazione più grande al mondo in ricerca extra-universitaria, consulenza e implementazione di Wholistic General Management Leadership e Governance, Malik Management. Malik Management istruisce e forma ogni anno migliaia di manager sui modelli e strumenti per la gestione della complessità aziendale. I Malik Wholistic Management Systems® sono gli strumenti cibernetici più sviluppati al mondo per l’auto-regolazione e l’auto-organizzazione di organizzazioni complesse.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>INDAGINE ADICO &#8211; PER 2 MANAGER SU 3 IN ITALIA SI FA MENO CARRIERA CHE ALL&#8217;ESTERO. 1 SU 3 PRONTO A FARE SUBITO LE VALIGIE&#8230;</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2010/06/indagine-adico-per-2-manager-su-3-in-italia-si-fa-meno-carriera-che-allestero-1-su-3-pronto-a-fare-subito-le-valigie/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 07:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Purple & Noise]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[survey]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ questo il responso dei 327 manager professionisti del settore marketing e comunicazione che hanno risposto alla survey lanciata da ADICO, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/06/departures.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2056" title="departures" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/06/departures.jpg" alt="" width="452" height="310" /></a></em></p>
<p><em>Cultura aziendale, poca meritocrazia, classe dirigente e politici cause della  “fuga”…  La poca etica negli affari e la troppa burocrazia non sono invece un problema…</em></p>
<p><em><span id="more-456"></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Milano 11 giugno 2010</em> – Carriera? In Italia, sempre meno chances. Meglio fare la valigie e scappare negli USA in UK o… in Australia. E’ questo il responso dei 327 manager professionisti del settore marketing e comunicazione che hanno risposto alla survey lanciata da <strong>ADICO</strong>, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione (<a href="http://www.adico.it/">www.adico.it</a>), attiva dal 1964, con l’obiettivo di misurare l’umore delle donne e degli uomini che dettano strategie, lanciano idee e, soprattutto, hanno un confronto diretto e quotidiano con i colleghi all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla domanda “<strong>E’ vero che all’estero si fa più carriera che in Italia?”</strong> infatti il 25,6% degli intervistati si trova “assolutamente d’accordo” e il 36,7% si dichiara “d’accordo”. Seguono con il 24,4% coloro che hanno risposto “abbastanza d’accordo”, mentre il 13,3% discordano dall’affermazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi oltre il 60% dei marketing e communication manager italiani ritiene che il nostro paese offra minori chances di quelle che un percorso professionale all’estero concederebbe. Tale valore sale poi quasi sino al 90% (86,7%) se a queste risposte si sommano quelle di coloro che si dichiarano “abbastanza d’accordo”.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cultura aziendale, politici e classe dirigente  ostacoli alla carriera secondo il 50% dei marketing manager.<br />
(Poca) etica negli affari? No problem!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono i punti di debolezza del sistema-Italia che indurrebbero un manager a trasferirsi all’estero? Primo fra tutti è il “livello culturale e aziendale” (33,3%), evidentemente considerato dai manager di un livello inferiore a quello che una realtà aziendale moderna dovrebbe esprimere.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>A quanto ci raccontano i nostri associati</em> &#8211; commenta <strong>Michele Cimino Presidente di ADICO</strong> &#8211; <em>sono i dispetti, le ripicche, le inefficienze, le troppe perdite di tempo, riunioni interminabili, l’individualismo, l’interesse particolare che annienta l’obiettivo di gruppo, la carenza di etica e fair play, e mancanza di modelli di “esempio” nei vertici aziendali, il poco riconoscimento del talento professionale e il nepotismo, alcuni tra gli elementi che deprimono il professionisti.  Responsabili del marketing e delle vendite sempre più stressati da richieste di performances sempre meno realistiche e in una situazione di  modelli di organizzazione e di filosofia aziendale ormai superati, inefficaci ai nuovi odierni scenari socio-economici e turbati da crisi delle quali non si riesce neppure più a differenziare il capo dalla coda”</em> .</p>
<p style="text-align: justify;">Seguono infatti quali fattori di fuga “la meritocrazia” (21%), che evidentemente fa difetto secondo i nostri manager nel sistema socio economico e lavorativo italiano. Altri “fattori di fuga” sono considerati la classe politica (15,2%) seguita dalla classe dirigente (10,6%), il basso livello di ’”etica negli affari” (7,6%) &#8211; che evidentemente non è vista  come particolare ostacolo per la carriera… &#8211; i “salotti e le lobby” (6,1%).</p>
<p style="text-align: justify;">La burocrazia ha invece un  basso impatto sulle cause scatenanti la fuga dei manager (4,5%). “<em>Ciò non deve stupire</em> – commenta ancora Cimino &#8211; <em>dal momento che il manager è più distante dai quotidiani problemi legati alla burocrazia, in quanto la vive indirettamente e filtrata attraverso le strutture preposte nell’azienda, a differenza dell’imprenditore che invece con legacci e legacciuoli deve confrontarsi direttamente e quotidianamente”.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em><br />
<strong>..ma poi solo 1 su 3 è pronto a fare le valigie.  E di mammà comunque importa a pochi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se tale insoddisfazione raggiunge percentuali molto elevate, nel concreto poi solo 1 manager su tre si dice pronto a espatriare qualora se ne presentasse l’occasione. Alla domanda “Nel caso avessi un’opportunità professionale all’estero cosa ti impedirebbe di coglierla?” il 25,9% dei nostri manager si dice ”nulla” e si dichiara pronto a “cogliera al volo”, mentre il principale fattore frenante la decisione è, nelle risposte degli intervistati, “la famiglia e/o il/la partner” (41%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 10,3% degli intervistati vede nella propria età (risposta: ”Non sono più giovane”) il limite al trasferimento. La mamma italica perde invece quota: “i genitori”  sono vissuti  come ostacolo all’espatrio solo dal 3,8%, alla stregua della “mancanza degli amici” nel paese straniero, che incidono nella decisione solo per l’1,3%. La “non-conoscenza di una lingua” e “la della paura dell’ignoto” hanno anch’essi un basso impatto (3,8%).</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>All’estero dove? In Europa per il primo posto Inghilterra batte Germania 3 a 1.<br />
Seconda tra le destinazioni professionali preferite i paesi del Nord Europa.</strong></p>
<p>Tra i paesi europei più gettonati nelle ambizioni esterofile dei nostri manager c’è l’Inghilterra al primo posto (28,1%). In alternativa, e al secondo posto tra le preferenze, i “paesi del Nord Europa” 23,4% La Francia si pone al terzo posto con il 18,8% degli intervistati che affermano che in caso di trasferimento fuggirebbero oltralpe. Seguono Spagna (15,6%), Gemania (10%) e Russia e repubbliche baltiche (3,1%).</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Eppoi extra-Europa la scelta cade su USA e… Australia (in totale 90%.).<br />
Ma nessuno (0%) parla bene arabo o cinese, quasi tutti invece l’inglese</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dovendo invece prendere in considerazione tutto il planisfero, tra le destinazioni extra-europee più nelle quali si ritiene si possa fare più velocemente carriera quasi 2 manager su 3 si trasferirebbero negli Stati Uniti (59%). Eppoi la sorpresa è l’Australia (31,1%), paese nel quale i nostri direttori marketing si  sposterebbero per abbracciare il successo professionale gradito.<br />
Pochi invece si trasferirebbero in Cina (4,9%), Giappone (3,3%) e Medio Oriente (1,6%).  Va però detto che la conoscenza della lingua può aver condizionato le scelte circa il paese preferito per un eventuale trasferimento. Nessuno degli intervistati (0%) dichiara di conoscere il cinese e l’arabo. Solo il 3,3% parla il tedesco, il 18%3 conosce invece lo spagnolo mentre il 71,7% dichiara di “conoscere ottimamente” l’inglese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Ufficio Stampa:<br />
<strong>Purple&amp;Noise Srl<br />
</strong>Public Relations<br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a><br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>ADICO (Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione)</strong>  fondata nel 1964, si propone come punto di riferimento professionale, formativo e di dibattito a livello nazionale per i professionisti operanti nell’area commerciale, nelle vendite, nel marketing e nella comunicazione, indipendentemente dal settore economico pubblico o privato, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Ogni anno ADICO organizza “AdicoForum”, appuntamento di rilevo nazionale per professionisti e manager del settore. Sempre con cadenza annuale l’Associazione conferisce il prestigioso riconoscimento “Premio Marketer dell’Anno”. Nel 2009 ADICO ha animato il proprio network, che conta circa 6000 professionisti, con oltre 100 eventi di “Accademia ADICO” e oltre 80 tra seminari, forum e convegni di formazione. </em><a href="http://www.adico.it/"><em>www.adico.it</em></a></p>
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		<item>
		<title>MANAGER E RICERCATORI DI TALENTO? LASCIAMOLI ALL&#8217;ESTERO, IN SANTA PACE&#8230;.</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2010/04/manager-e-ricercatori-di-talento-lasciamoli-allestero-in-santa-pace/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 08:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[communication director]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing director]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Cimino]]></category>

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		<description><![CDATA[MIchele Cimino, Presidente ADICO: "Perché riportare in Italia i talenti nostrani che il successo l’hanno ottenuto oltre confine. Lasciamoli all'estero in santa pace...!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-438 aligncenter" style="border: 0px;" title="UltimoMercolediTestata_NERO520" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/04/UltimoMercolediTestata_NERO520.jpg" alt="UltimoMercolediTestata_NERO520" width="430" height="198" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché riportare in Italia i talenti nostrani che il successo l’hanno ottenuto oltre confine? Che hanno colto brillantemente. Sono il nostro orgoglio nazionale all’estero. Perchè mai dovremmo desiderare di farli tornare? E per metterli poi in quali situazioni ?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ecco l’ennesima provocazione del Presidente di ADICO Michele Cimino…</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-437"></span><br />
Non credo che esista una statistica di quanti italiani hanno all’estero detengano posizioni manageriali di livello. Certamente sono tanti.<br />
Ma sono più noti quelli che hanno scelto i paesi esteri per fare attività di ricerca scientifica visto, ahinoi, il basso livello di attenzione e di sostegno del nostro Paese per questo importante ambito di progresso. Ma è sempre forte ed attuale il sentimento di “riportali a casa” come se per fare ricerca bastassero solo le persone e non l’humus generale di vita, di sistema e di contorno sociale che ne consente la crescita e lo sviluppo e che può produrre prestigiosi risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe invece più opportuno ed interessante conoscerli, seguire i nostri connazionali impegnati nella ricerca all’estero nello sviluppo quotidiano del loro lavoro e osservarli passo-passo durante la loro crescita professionale. E non solo quando escono alla ribalta con la ricerca prestigiosa che fa parlare di loro, per poi chiederci come “ riportarli a casa”!  Troppo comodo…</p>
<p style="text-align: justify;">Chi gestisce la ricerca in Italia dovrebbe semmai mettersi in collegamento (e internet e la tecnologia odierna non concede alcun alibi) con i colleghi impegnati all’estero. Da loro imparare, condividere, fare networking. E sostenerli, anche umanamente… Non potendo noi ricostruire per loro quell’ambiente nel quale lavorano e producono fatti innovativi ed eccezionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò deve essere fatto in maniera sistematica. Organizzata. A chi l’onere del primo passo?<br />
Io penso il CNR: si potrebbe pensare a una volontaria e riservata banca dati degli italiani impegnati nella ricerca scientifica nelle varie parti del mondo? Potrebbe essere un primo step per generare e avere delle idee su come creare delle sinergie, fare “sistema” anziché lasciare l’iniziativa alla singola persona di buona volontà.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso dicasi per i manager italiani che hanno raggiunto posizioni di rilievo mondiale.<br />
Perché non considerali dei nostri “ambasciatori“ nel mondo e come tali, nel rispetto delle diverse responsabilità e senza entrare nel merito del loro operato, considerarli come icone positive del nostro paese nei luoghi dove operano con successo. E anziché non cercarli o dimenticarli trovare il sistema per promuoverli e amplificare il loro riconoscimento di uomini e donne che meritoriamente si sono guadagnati una ribalta ed un rispetto internazionale. Perché anziché non saper neppure che esistono non raccontiamo le loro storie esemplari alle generazioni manageriali emergenti?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché come nel caso dei ricercatori non si crea un networking a livello globale, una rete che li identifichi e li riconosca tutti? Una business community di manager italiani all’estero, facilitata da un organizzazione italiana o pubblica (..il Ministero degli Esteri o delle Attività Produttive) o da una forte Associazione di categoria di imprese o di strutture manageriali, che abbia come mission quello di far parlare positivamente della cultura italiana e del paese Italia senza alcuna implicazione politica? E ADICO è pronta a fare la sua parte in questo progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nostre “missioni” all’estero le abbiamo già e hanno le loro procedure e le loro missioni. Perché non puntare su questi nostri testimonial: Trecentosessantacinque giorni all’anno. Ovunque e dovunque nel mondo. Con le loro potenti reti di relazioni, la loro solida reputazione e le loro brillanti posizioni.. Parliamo con loro, ascoltiamoli. Seguiamo i loro consigli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paese ha bisogno di questi talenti, laddove essi si trovano ed operano. Facciamo “sistema”! Siamo in piena globalizzazione e dobbiamo utilizzare tutte le risorse che abbiamo e connetterci dal nostro PC sulla scrivania con le realtà che ci circondano.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è necessaria la presenza fisica… Ma deve essere forte la capacità di connessione per affrontare i problemi che ci aspettano.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>TURISMO &#8211; MENO &#8220;PROMOZIONE&#8221; PIU&#8217; MARKETING. L&#8217;ADICO AL MINISTRO: &#8220;THINK TANK CON I 100 MIGLIORI DIRETTORI MARKETING ITALIANI&#8221;</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2010/02/357/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 12:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Cimino]]></category>
		<category><![CDATA[MInistero del Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro del Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Convocare un grande think tank che coinvolga 100 tra i migliori direttori marketing d’Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-358 aligncenter" style="border: 0px;" title="UltimoMercolediTestata_NERO-1024x526" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/02/UltimoMercolediTestata_NERO-1024x526.gif" alt="UltimoMercolediTestata_NERO-1024x526" width="429" height="193" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-357"></span>Convocare un grande <strong>think tank</strong> che coinvolga <strong>100 tra i migliori direttori marketing d’Italia</strong>, provenienti dai più diversificati settori di attività e rappresentativo della più variegata esperienza professionale in ambito marketing e vendite, per arrivare a delle linee guida per un vero e proprio “piano di marketing e comunicazione” per il turismo in Italia. E questa la proposta che <strong>l’ADICO, l’Associazione dei direttori marketing, vendite e comunicazione,</strong> rivolge al <strong>Ministro del Turismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!--more--><br />
“<em>Un elemento su cui riflettere è la spinta promozionale del settore fatta di tanta pubblicità in tv (non sempre comprensibile per il turista..), sulla carta stampata, sul web…</em> &#8211; dichiara <strong>Michele Cimino Presidente di ADICO</strong> &#8211; <em>Ma quanta di questa pubblicità va all’estero nelle diverse lingue dei nostri “clienti”?  Qualcuno ha mai verificato il ritorno in termini di efficacia e maggiori presenze a seguito dei massicci investimenti. Ed inoltre: esiste una strategia coerente, con una definizione degli obiettivi a cui seguono specifiche azioni, o sono le attività che poi vengono adattate a qualche obiettivo di massima?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il mio pensiero è che questo modo “promozionale” di gestire il più importante asset del nostro paese è sbagliato – continua Cimino -  Il nostro turismo ha bisogno di vero e proprio marketing. Ed ai più alti livelli di sofisticazione. Abbiamo bisogno di  marketing innovativo per il turismo italiano</em>”<br />
La proposta che Adico – attraverso il portale <a href="http://www.bemarketer.it/">www.bemarketer.it</a> &#8211; rivolge al Ministro del Turismo, è quella di organizzare un grande think tank sul tema del marketing territoriale del nostro paese, con l’obiettivo di lavorare ad un vero e proprio piano di marketing e comunicazione per uno degli asset più importanti del paese. Una sorta di “stati generali del marketing”, che coinvolga 100 tra i migliori professionisti del settore in Italia, con l’obiettivo di formulare pareri, iniziative idee ed arrivare alla definizione di una proposta di linee guida per un piano di marketing globale per il turismo italiano, in una visione in cui questo importante asset sia volano per un concreto sviluppo e benessere di tutto il sistema-paese, declinato nelle diverse regioni o aree di criticità</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’Italia è bella tutta. Perché allora non iniziare a sviluppare e attirare turisti in maniera ragionata e costruita con l’obiettivo dello sviluppo delle diverse Regioni, in località oggi meno note all’estero. San Giminiano è strapiena di stranieri, fino all’intasamento. Anghiari, bellissima anch’essa, invece no…”</em> conclude il Presidente di ADICO.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">davide ciliberti</span></p>
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		<title>CRISI &#8211; MICHELE CIMINO (ADICO): PER LA RIPRESA NECESSARI DRASTICI CAMBIAMENTI NEL MANAGEMENT DELLE AZIENDE.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 20:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Cimino]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimo mercoledì del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa 5000 dirigenti hanno perso il posto di lavoro in Lombardia e circa 8000 in Italia.  Michele Cimino, Presidente di ADICO auspica una pesante autocritica della categoria che deve produrre un forte impegno per il 2010 per evitare nuovi tagli. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-350" style="border: 0px;" title="UltimoMercolediTestata_NERO" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2010/01/UltimoMercolediTestata_NERO-1024x526.GIF" alt="UltimoMercolediTestata_NERO" width="402" height="213" /></p>
<p style="text-align: justify;"> <em>Milano 27  Gennaio 2009</em> &#8211; Questa crisi ha visto misure che hanno pesantemente colpito l’occupazione, con molti licenziamenti sia a livello di forza lavoro che, anche se in misura proporzionalmente inferiore, di management.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa 5000 dirigenti hanno perso il posto di lavoro in Lombardia e circa 8000 in Italia. Senza entrare nel merito delle scelte di ogni singola azienda, che andrebbero comunque valutate nella loro complessità,  <strong>Michele Cimino, Presidente di ADICO</strong>, l’Associazione che riunisce i direttori commerciali, marketing e vendite italiani, intervistato dai blogger di <a href="http://www.bemarketer.it/">www.bemarketer.it</a>  auspica una pesante autocritica della categoria che deve produrre un forte impegno per il 2010 per evitare nuovi tagli. <span id="more-349"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Il nostro sistema paese –</em> esordisce il <strong>presidente di ADICO</strong>,<em> &#8211; ha bisogno di forze con rinnovata energia, di idee nuove e di soluzioni  originali. I manager delle aziende sono in grado di dare questo nuovo contributo? Bisogna smettere di recriminare e  bisogna alzare la testa e guardare avanti. Bisogna trovare un nuovo posizionamento manageriale sia nelle grandi aziende ma soprattutto nelle PMI che sono il cuore della nostra economia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> “I momenti di depressione economica esistono ed esisteranno sempre –</em> continua Cimino incalzato dai blogger di <a href="http://www.bemarketer.it/">www.bemarketer.it</a> <em>- Proprio perché questo è un momento particolarmente difficile alle aziende servono dei “ leader”  coraggiosi  che, se non sono riusciti a percepire in anticipo l’imponderabile, si attivino però  nel  traghettare la propria azienda fuori da questa crisi.  Non si può combattere una crisi nel 2010 con idee e metodi vecchi di una generazione. I giovani non hanno spazio e forse non sono pronti, i manager pensano troppo al passato e meno al futuro. Le idee e le nuove soluzioni sono considerate “pericolose”.  Ancora troppe riunioni per andare avanti quando la variabile “ tempo”  è un argomento decisivo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Sono preoccupato per la quantità di manager rassegnati , tristi e  poco aperti alle innovazioni tecnologiche, chiavi di volta del futuro aziendale. Le aziende hanno bisogno di essere guidate  con entusiasmo e convincimento. L’inerzia manageriale  -</em> continua Michele Cimino <em>- non è ammissibile in questo periodo storico. Dirigenti che ricordano allenatori di calcio che  preferiscono “prendere i pugni” non vanno bene. Vanno sostituiti. Questa crisi ha bisogno di manager che sferrino colpi, che siano  brillanti e che abbiano tanta voglia di combattere senza fermarsi di fronte alle grosse difficoltà di oggi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><em>“Eppoi -</em> conclude Cimino-<em>  basta ai benefit personali se non si producono risultati”. E comunque lo stipendio di un manager dovrebbe intende compreso il generare risultati positivi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ASSEGNATO IL PREMIO ADICO 2009 PER IL MARKETER DELL&#8217;ANNO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADICO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AdicoForum]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ciliberti]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Cimino]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Adico 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Purple & Noise]]></category>

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		<description><![CDATA[Premiati i due manager protagonisti delle “business idea" dell’anno, per le categorie “Grande impresa” e “PMI”.  Assegnati anche i Premi speciali per il “miglior venditore” e Istituzione pubblica.
 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premiati i due manager protagonisti delle “business idea&#8221; dell’anno, per le categorie “Grande impresa” e “PMI”.  Assegnati anche i Premi speciali per il “miglior venditore” e Istituzione pubblica.<br />
<span id="more-266"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Milano, 23 Novembre 2009</em> &#8211; Sono stati appena annunciati i vincitori dell’undicesima edizione del Premio ADICO, uno dei principali riconoscimenti riservati ai manager del marketing, delle vendite e della comunicazione protagonisti nello sviluppo della propria azienda attraverso la migliore “<em>business idea</em>”, che quest’anno si articolava in due categorie: “Grande impresa” e  “PMI”.<br />
Vincitore del PREMIO ADICO 2009 <em>per la categoria “grande impresa</em>” è <strong>GIANFRANCO CONTE</strong> presidente e direttore generale di Iperclub Spa per il progetto “Iperclub Travel Card”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>premio per la categoria “PMI”</em> è invece stato assegnato a <strong>FILIPPO BERTO</strong> della F.lli Berto di Carlo e Fioravante per il progetto “Da azienda artigiana a web 2.0”.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre sono stati assegnati i due Premi speciali. Il premio “<em>Miglior venditore dell’anno”</em> è stato assegnato a <strong>PAOLO DELLUPI</strong> (concessionaria Citroen).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Assessore alle Aree Cittadine del Comune di Milano <strong>ANDREA MASCARETTI</strong> ha ricevuto il Premio <em>speciale riservato all’Istituzione pubblica</em> che meglio ha applicato le tecniche di marketing, di vendita e di comunicazione come parte integrante della propria strategia, per il progetto “One Dream One City”, che si propone di attrarre a Milano giovani talenti da tutto il mondo ed esportare il “Made in Milan” in ambito internazionale</p>
<p style="text-align: justify;">La premiazione è avvenuta nell’ambito della prima edizione di ADICOFORUM, primo evento nazionale dedicato al mondo del marketing, delle vendite e della comunicazione e momento di aggregazione, confronto e  analisi tra gli addetti ai lavori, professionisti, esperti, mondo accademico ed aziende.</p>
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