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	<title>Purple &#38; Noise PR &#187; IAA International Advertising Association</title>
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		<title>CPA CASE DI PRODUZIONE ASSOCIATE ENTRA IN IAA ITALY</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 14:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marianna Ghirlanda, presidente di IAA Italy: "L’ingresso di CPA ci onora e ci elettrizza. Il nostro statuto prevede che in IAA possano entrare singoli professionisti, aziende, ma anche organizzazioni, istituzioni ed associazioni"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><em style="text-align: justify;">Milano, febbraio 2023 &#8211; </em><strong style="text-align: justify;">CPA Case di Produzione Associate</strong><span style="text-align: justify;">, l’associazione italiana delle case di produzione pubblicitarie, entra in </span><strong style="text-align: justify;">IAA –</strong><strong style="text-align: justify;">International Advertising Association Italy</strong><span style="text-align: justify;">, la più grande community mondiale dei leader del marketing e della comunicazione. Un passo significativamente rilevante, probabilmente unico nel suo genere, nell’industry della comunicazione che dà valore a entrambe le associazioni e ai rispettivi associati.</span></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Dal nostro osservatorio la filiera della comunicazione si sta accorciando sempre più e</em> – spiega <strong>Stefano Quaglia</strong>, consigliere di CPA - <em>le case di produzione sono sempre più partner di agenzie e clienti. Ciò dà senso al nostro ingresso in una Associazione che raggruppa appunto agenzie, clienti e professionisti della comunicazione. Inoltre</em> – continua Stefano Quaglia – <em>questa adesione, stimolata e supportata anche dalla collega Debora Magnavacca che ben conosce il lavoro di IAA Italy, anche consente a tutti i nostri associati e al talento che li accumuna, un talento Made in Italy sempre più apprezzato a tutte le latitudini, una ribalta internazionale che oggi in Italia, nel panorama associativo della comunicazione, solo IAA offre</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Oggi è un grande giorno</em> – esordisce <strong>Marianna Ghirlanda</strong>, presidente di IAA Italy – <em>l’ingresso di CPA ci onora e ci elettrizza. Il nostro statuto prevede che in IAA possano entrare singoli professionisti, aziende, ma anche organizzazioni, istituzioni ed associazioni. Il nostro obiettivo </em>– continua il presidente di IAA Italy &#8211; <em>è infatti quello di fare crescere la nostra comunità, già presente in 56 paesi nel mondo e che a breve in Malesia si appresta a celebrare il proprio congresso mondiale. Vogliamo generare opportunità per gli associati, siano essi corporate o professionisti, non solo a livello di networking e relazioni internazionali, ma anche sul versante della cultura, della comunicazione, della formazione, dell’innovazione, del progresso e del sostegno a temi, come la D&amp;I, che perseguiamo a livello locale e globale</em>” conclude Marianna Ghirlanda.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>In effetti il coté internazionale e i programmi di CSR portati avanti da IAA, come ad esempio Human Being, teso a sensibilizzare la società sul tema del rispetto e della dignità dell’essere umano, rappresentano aspetti sui quali la nostra associazione è particolarmente sensibile e sui quali vorremmo fortemente poter essere di contributo</em>” aggiunge e conclude Stefano Quaglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
Ufficio stampa IAA Italy<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
Tel. +39.02.45474.006<br />
<a title="blocked::mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com" href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
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		<title>DAVOS, REPORT: 79%  CONSUMATORI RIDUCE ACQUISTO  MARCHI PERCEPITI &#8216;NON SOSTENIBILI&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 10:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ll  Sustainability Perceptions Index, realizzato da International Advertising Association con Brand Finance, vede Amazon,Tesla, Apple e Alphabet in testa alla classifica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, gennaio 2023 – Quanto più la sostenibilità ambientale e sociale (ESG) è percepita dai consumatori tanto più la stessa si traduce in valore reale per il brand. E’ quanto emerge dal  Rapporto <strong>“Sustainability Perceptions Index”</strong> realizzato da Brand Finance, società di ricerca, valutazione e consulenza strategica leader a livello mondiale, in collaborazione con<strong> IAA &#8211; International Advertising Associatio</strong>n,  presentato al W<strong>orld Economic Forum di Davos.</strong></p>
<p>Lo studio unico nel suo genere, ha valutato quanto sia percepito come sostenibile ogni marchio, assegnando un &#8220;S<strong>ustainability Perceptions Score&#8221;</strong> &#8211; dopo aver escluso l&#8217;impatto dei ricavi &#8211; per valutare quali marchi i consumatori ritengano essere i più impegnati in tema di sostenibilità. Il  report ha rivelato, così, che i principali marchi globali come Am<strong>azon, Tesla, Apple e Alphabet </strong> beneficiano di un valore aggiunto originato da un&#8217;attenta gestione in materia di reputazione e sostenibilità, che si traduce in un valor maggiore d&#8217;impresa di miliardi di dollari.</p>
<p>Il report mostra, infatti, che Amazon ha un valore di percezione della sostenibilità di 19,9 miliardi di dollari. Gli altri brand degni di nota che si posizionano in cima alla classifica sono Tesla (17,8 miliardi di dollari), Apple (14,65 miliardi di dollari) e Google (14,6 miliardi di dollari). Dallo studio, inoltre, emerge come <strong>il 62% dei consumatori sia attento e permeabile a quanto comunicano le aziende  in materia di sostenibilità</strong>, ma al tempo stesso è giudice severo laddove il 79% ha anche affermato di aver ridotto l’utilizzo di un marchio avendo scoperto che quest’ultimo agiva in modo &#8216;non sostenibile&#8217; .</p>
<p align="justify">Tra i brand in vetta alla classifica <strong>Tesla, IKEA e Patagonia</strong> hanno ottenuto buoni risultati in un&#8217;ampia gamma di mercati  così come si sono distinti i marchi inglesi <strong>Lush e The Body Shop </strong> o i brand francesi  Y<strong>ves Rocher e Michelin</strong>. Invece per incontrare i primi marchi italiani bisogna scorrere la classifica oltre il 70mo posto <em>&#8220;L&#8217;Italia è un paese di grandi brand, spesso impegnati su programmi di sostenibilità anche molto validi</em> – commenta Marianna Ghirlanda, presidente di IAA Italy &#8211; <em>il gap è evidentemente in materia di comunicazione che, ricordo, deve essere trasparente, efficace ma soprattutto rivolta ad un&#8217;audience globale.</em><em> Spesso capita, anche a livello internazionale, che la maggior parte dei messaggi sulla sostenibilità non vengano compresi o creduti. </em><em>Affinché la sostenibilità diventi un vero motore della brand equity, in un modo credibile, riconoscibile e convincente, deve essere semplice. Occorre abbattere il muro della complessità che necessariamente esiste intorno a questo argomento. E ancora più importante, questa comunicazione ha bisogno di coinvolgere il proprio pubblico. Quest&#8217;ultimo punto è forse il più importante criterio di successo.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il report completo è consultabile qui &#8211; <a title="blocked::https://brandirectory.com/reports/sustainability-index-2023" href="https://brandirectory.com/reports/sustainability-index-2023">https://brandirectory.com/reports/sustainability-index-2023</a></p>
<p><span style="font-family: Calibri;"><br />
</span></p>
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		<title>CYBERSICUREZZA, REPORT F.B.I.: ITALIA PAESE PIU’ A RISCHIO AL MONDO</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 13:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marchi (Rodl &#038; Partner):"Tema non è il 'se' ma il 'quando' si verrà attaccati" Romagnoli (IAA): "Chi e’ violato rischia enorme danno reputazionale". Zonta (Engineering): "scelta, tecnologie, processi e persone chiave per minimizzare impatto"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Milano, 28 gennaio 2022</em> –<strong> </strong>Nella<strong> Giornata europea della protezione dei dati personali</strong> che ricorre oggi, l’<strong>Internet Crime Report dell’FBI</strong> ci ricorda che l’Italia risulta essere il paese maggiormente colpito da attacchi e frodi informatiche con oltre <strong>21.800 casi rilevati (2020) per un danno stimato che sfiora i 125 milioni di euro</strong>. Inoltre da una recente indagine emerge come a essere colpite maggiormente siano soprattutto le piccole aziende attraverso phishing (88%), malware (90%) e ransomware (69%).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti in cybersicurezza sottolineano come nessuno può considerarsi immune dalle minacce. <em>“<strong>La questione</strong></em> – spiega <strong>Andrea Marchi<em> </em>esperto<em> </em>di cybersecurity di Rödl &amp; Partner,</strong> colosso della consulenza presente in 48 paesi nel mondo tra cui l’Italia – <em><strong>non è se si verrà mai attaccati, bensì quando e come questo avverrà.</strong> E per quanto riguarda l’Italia, il cui tessuto economico è formato per l’oltre 90% di PMI che, secondo i recenti studi, sono tra le più vulnerabili, il rischio è, a mio giudizio, particolarmente elevato, forse tra i più alti a livello mondiale, anche considerando che siamo una tra le prime potenze economiche, industriali e manifatturiere”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Quello che si può fare è m<strong>inimizzare l’impatto</strong> – continua l’esperto di </em>Rödl &amp; Partner &#8211; <em>Una buona strategia di difesa della sicurezza delle informazioni deve basarsi su tre pilastri <strong>tecnologie, processi e persone</strong>. Al fine di minimizzare l’impatto di un attacco informatico, ci sono alcune misure tecniche, cinque di queste sono particolarmente rilevanti che, se adeguatamente implementate, possono fare la differenza.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>SCELTA DEL PARTNER, PRIMA DI TECNOLOGIA E PERSONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Tecnologia, processi e, in senso lato intesi come professionisti, anche le persone sono per le aziende commodity, ovvero servizi che si ottengono da fornitori e partner esterni all’azienda</em> – spiega <strong>Fabio Zonta, Group Chief Procurement Officer di Engineering</strong> – la più importante azienda tecnologica italiana &#8211;  <em>e quindi in vetta ai tre fattori chiave ben espressi dall’esperto di cybersecurity, va posto il decisore che li sceglie e ‘compra’ e possibilmente</em> – continua il manager responsabile degli acquisti – <em>non più secondo la vetusta logica del prezzo, anche detta dei ‘tre-preventivi’, bensì con un pensiero che sia anche una visione a lungo termine, dove dimensione e reputazione del ‘brand’ di chi fornisce questi servizi non sia subordinato invece alla capacità di integrarli a quella specifica realtà di PMI oltre a</em> – conclude l’esperto – <em>alla velocità d’intervenire con una soluzione”</em></p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>E IL DANNO REPUTAZIONALE PUÒ ESSERE ANCORA PEGGIO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Infatti</em> – aggiunge <strong>Stella Romagnoli, direttore generale di IAA,<em> </em>International Advertising Association</strong>, la principale associazione per esperti di marketing e comunicazione a livello globale<em>, </em>nonché docente di Comunicazione all’<strong>Università La Sapienza</strong><em>  – il rischio fortissimo è che la notizia di un attacco hacker subìto possa, attraverso i media, deflagrare all’attenzione dell’opinione pubblica e nel vorticoso viralizzarsi delle notizie passare dai social ai giornali e telegiornali, andando a impattare direttamente sui comportamenti d’acquisto dei consumatori con conseguenze anche molto pesanti</em> – spiega Stella Romagnoli, che conclude – <em>Provo a spiegarmi: aprireste il conto corrente presso una banca che tutti sanno che è appena stata hackerata?”</em></p>
<p style="text-align: justify;"> E se le grandi multinazionali possono essere attrezzate per neutralizzare un danno d’immagine, ciò evidentemente non è alla portata di budget di una PMI italiana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DJOKOVIC, I PUBBLICITARI: MELBOURNE GLI COSTERA&#8217; 50 MILIONI</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 09:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli esperti: “Non è Kate Moss, con la sua 'trovata' in salsa no-vax rischia di perdere 50 milioni all’anno”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo diverse fonti Djokovic &#8211; in questi giorni alla ribalta su tutti i media del mondo per il suo ‘trucco’ per giocare malgrado la mancanza di vaccinazione agli Open d’Australia e relativo ‘respingimento’ delle autorità locali addirittura per voce in diretta tv del Primo Ministro Scott Morrison &#8211; sarebbe il più pagato tennista al mondo avendo fatturato stimato in oltre 96 milioni di dollari tra dicembre 2020 e dicembre 2021.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il fatturato stellare del tennista serbo è composto ovviamente dai cachet e dai montepremi raccolti nelle sue molte apparizioni e vittorie ma anche e soprattutto dalle tante sponsorizzazioni milionarie, che però, proprio a fronte della sua ribalta mediatica mondiale che ha tracimato sulla politica e sulla cronaca a fronte delle sue dichiarate, ed oggi più che conclamate, posizioni No-Vax sarebbe a serio rischio secondo gli esperti di comunicazione: “<em>Con le sue posizioni estreme, peraltro colorate anche dalle dichiarazioni di genitori e staf</em>f – commenta Stella Romagnoli, direttore generale dell’IAA &#8211; International Advertising Association – <em>il tennista serbo si auto-posiziona in una ‘zona nera’ per chiunque lo abbia o possa desiderare in futuro ingaggiarlo come testimonial del proprio marchio”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"> <strong><em>“Djokovic non è Kate Mos</em></strong>s – sentenzia invece lo spin doctor <strong>Davide Ciliberti</strong> del gruppo di comunicazione <strong>Purple &amp; Noise PR</strong> – c<em>he a seguito dello scandalo cocaina scaricata dallo sponsor è stata subito reclutata da altri brand perché per assurdo quello scandalo le ha conferito un posizionamento da bella e pure dannata, perfetto per il mondo delle celebrità a metà tra moda e jet set. Djokovic invece</em> – continua l’esperto &#8211; <em>è inciampato su un tema molto meno lustrineggiante, quello della pandemia, che è costato all’umanità milioni di vittime e che ancora sta flagellando tutti i paesi. Un inciampo, peraltro molto convinto, che alla fine – calcola Davide Ciliberti &#8211; ritengo <strong>gli</strong> <strong>costerà non meno di 50 milioni  sul prossimo anno in minori sponsorizzazioni,</strong> in un momento in cui peraltro il tennista è pure quasi al capolinea della sua carriera, che invece si orienteranno su campioni in campo e nella vita quali Nadal ma anche il nostro Berrettini”</em> conclude lo spin doctor.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>IAA INTERNATIONAL ADVERTISING ASSOCIATION ELEGGE IL CONSIGLIO DIRETTIVO 2020-2022</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 12:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alberto Dal Sasso confermato Presidente. Stella Romagnoli ancora Direttore generale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2020/08/IAA-CONSIGLIO-DIRETTIVO-2020-22.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3700" title="iaa-consiglio-direttivo-2020-22" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2020/08/IAA-CONSIGLIO-DIRETTIVO-2020-22.png" alt="" width="936" height="569" /></a></span></strong></p>
<p align="center"><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><em>Milano, 30 luglio</em> 2020 – L’Assemblea dei soci del Capitolo italiano di <strong>IAA &#8211; International Advertising Association</strong> ha eletto il nuovo Consiglio direttivo che ha nominato gli Organi per il biennio 2020-2022.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><strong>Presidente di IAA Italy è stato riconfermato Alberto Dal Sasso, </strong>che ha guidato l’Associazione anche nel biennio appena concluso.<strong>  </strong>Il Consiglio ha poi confermato <strong>Andrea Cioffi </strong>e <strong>Marco De Angeli alla carica di Vice-presidenti </strong>e <strong>Stella Romagnoli Direttore generale</strong>, con <strong>Anna Simonati Segretario generale.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"> </span>«<span style="color: #000000;"><em>Possiamo essere soddisfatti del lavoro svolto in questo mandato, nel corso del quale abbiamo necessariamente dovuto ricostruire il Capitolo italiano dell’Associazione a partire dalle fondamenta. Oggi, dopo due intensi anni di lavoro, IAA Italy è sana, con una struttura efficiente, propri uffici ed un team dedicato – </em><strong>spiega Alberto Dal Sasso, Presidente IAA Italy</strong><em> – Ma soprattutto siamo tornati a ricoprire la meritata posizione sia a livello globale all’interno del nostro network, che annovera una presenza diretta in 56 paesi, suggellata dalla presenza di due rappresentanti nel Global Board, ovvero il sottoscritto e Marco De Angeli, ma anche sul mercato italiano dove, parallelamente alla nostra offerta a livello di contenuti, formazione e networking, è cresciuto significativamente il numero di aziende </em></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«<em><span style="color: #000000;">Chiaro che in ambito nazionale abbiamo ancora molto lavoro da fare – </span></em><span style="color: #000000;">continua il rieletto presidente IAA Italy<em> – ma abbiamo idee precise per implementare il peso specifico di IAA nel nostro sistema-paese. A partire dal rafforzare e ampliare la nostra offerta a livello nazionale, con una naturale apertura verso le Associazioni dell’impresa ma anche con quelle del settore della creatività e della comunicazione cui, vista proprio la nostra natura internazionale, siamo certamente complementari. Lavoreremo poi sui territori, ed in particolare sui quei distretti che rappresentano la vera linfa del Made in Italy, ma anche con grande impegno sul mondo dei giovani professionisti e delle università</em></span>»<em><span style="color: #000000;">.</span></em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; font-size: medium; text-decoration: underline;">Consiglio direttivo di IAA Italy per il biennio 2020-2022</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Alberto Dal Sasso, Presidente e Membro designato Global Board of Directors<br />
Andrea Cioffi, Vice Presidente Vicario<br />
Marco De Angeli, Vice Presidente e Membro designato Global Board of Directors</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Anna Simonati, Segretario generale<br />
Venanzio Camarra, Tesoriere    </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Davide Baldi, Consigliere<br />
Cristiano Cominotto, Consigliere<br />
Gaetano Di Giuseppe, Consigliere e coordinatore ‘Young Professionals’<br />
Riccardo Guggiola, Consigliere<br />
Raffaele Pastore, Consigliere<br />
Rosella Serra, Consigliere<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Direttore generale<br />
</span>Stella Romagnoli</span></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; font-size: medium; text-decoration: underline;">Presidente onorario</span></span><br />
<span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"> Prof. Edoardo Teodoro Brioschi  </span></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; font-size: medium; text-decoration: underline;">Collegio dei Provibiri<br />
</span></span><span style="color: #000000; font-size: medium;">Vittorio Bonori<br />
Giovanna Maggioni<br />
Alberto Mattiacci</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Ufficio stampa IAA Italy:<br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
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		<title>GAG-SPOT FRANCESE PIZZA CORONA: PUBBLICITARI  ITALIANI E INTERNAZIONALI: “SBIGOTTITI DA CADUTA STILE CANAL+”</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 10:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADCI Art Director Club Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[IAA International Advertising Association]]></category>
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		<category><![CDATA[Vicky Gitto]]></category>

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		<description><![CDATA[E di fronte alle immediate proteste di MInistero degli Esteri e pubblicitari in poche ore Canal+ fa marcia indietro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2020/06/corona-pizza.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3682" style="width: 484px; height: 287px;" title="corona-pizza" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2020/06/corona-pizza.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">“I <em>francesi sono capaci di grandi idee di comunicazione. Quindi alla vista alla gag-spot della “pizza Corona”, trasmesso ieri su un canale televisivo francese</em>  &#8211;  nella quale un vecchio e sporco pizzaiolo italiano tossisce e sputa un qualcosa di molto vicino ad una<em> escargot</em> verde sulla pizza  &#8211;  “<em>trovo più che altro imbarazzo per tutti i nostri bravi colleghi creativi, autori e  pubblicitari transalpini che invece con professionalità e serietà conducono ogni giorno il loro lavoro</em>” questo il lapidario commento di <strong>Vicky Gitto presidentee di ADCI Art Directors Club Italiano</strong>,  la principale associazione di creativi e pubblicitari italiani. Cui si allinea anche Lo IAA International Advertising Association, l’associzione dei pubblicitari internazionali presente in 56 paesi tra cui l’Italia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> VIDEO <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tBQGcUqveqA">https://www.youtube.com/watch?v=tBQGcUqveqA</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La gag andata in onda durante la trasmissione Groland su Canal+, uno dei principali media francesi e mondiali, “<em>e purtroppo come le cose più becere</em> – commenta <strong>Stella Romagnoli direttore generale di IAA International Advertising Association</strong> <em>- si sta propagando sul web denota invece lato di chi l’ha concepito, anche solo come siparietto,  una assoluta deficienza creativa e realizzativa. Di fatto non fa ridere. O forse avrà fatto ridere qualche populista francese. Ma in genere lascia sbigottiti”.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">“<em>Imbarazzo invece sarebbe opportuno da parte dell’editore Canal+/Vivendi</em>, (peraltro protagonista di una lunga litigation con Mediaset- ndr), <em>che al momento ancora non si è espresso ma dal quale ci si aspetterebbe, quantomeno un post di scuse Se non un po’ di “<strong>quarantena professionale”</strong> per il responsabile del programma e l’autore della gag</em>”<span style="color: #0000ff;"> <span style="color: #000000;">conclude Stella Romagnoli di IAA.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/03/03/news/francia_spot_satirico_corona_pizza_coronavirus_virus_wuhan_italia_influenza_bellanova_canal_video_vergognoso_e_raccapriccia-250109103/">https://www.repubblica.it/politica/2020/03/03/news/francia_spot_satirico_corona_pizza_coronavirus_virus_wuhan_italia_influenza_bellanova_canal_video_vergognoso_e_raccapriccia-250109103/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio stampa IAA,<br />
Ufficio stampa ADCI<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
ufficiostampa@purpleandnoise.com</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I BRAND NEL 2020 TRA POLITICIZATION, FOOD COMPROMISE, GIOVANI VECCHI E&#8230; RAFFAELLO</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 15:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[IAA International Advertising Association]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Alberto Dal Sasso]]></category>
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		<category><![CDATA[trend The Economist]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi i trend che, secondo The Economist e IAA Italy, influiranno sulle scelte di marketing e i budget di comunicazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2020/01/commercial_brands1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3648" title="commercial_brands" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2020/01/commercial_brands1.png" alt="" width="780" height="400" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Milano 8 gennaio 2019 -<em> Politization, food compromise, giovani vecchi, climate change e Raffaello: s</em>ono queste alcune tra le parole chiave che connoteranno il 2020 e circa le quali i quali i brand dovranno calibrare la loro azione in termini di mercato e di comunicazione.Questo è quanto emerge a valle dell’incontro tra  <strong>Rosie Blau, editor in chief of The Economist &#8211; 1843 Magazine</strong>, e <strong>International Advertising Association (IAA)</strong>,  la più rilevante community internazionale di leader del marketing e della comunicazione istituita nel 1938 e presente in 56 paesi tra cui l’Italia, dove oggi è guidata da <strong>Alberto Dal Sasso.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> Politicization</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Il 2020 sarà anche l’anno in cui assisteremo, loro malgrado, ad una crescente “<strong><em>politicizzazione”</em></strong> dei brand. “<em>Si pensi</em> – ha esemplificato <strong>Rosie Blau</strong> di The Economist- <em>ad esempio a quello che è recentemente accaduto a Hong Kong dove i manifestanti hanno assaltato i punti vendita Starbuck, non in quanto avversi al brand, ma perché la figlia di uno dei più importanti licenziatari locali si è dichiarata filo-goverantiva”.</em> In tale contesto i brand dovranno sempre più considerare i fenomeni geo-politici, se non proprio prendere una posizione di fronte a scelte geo-socio-politiche. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Food compromise. <em>E il vegan non è più hype</em></span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Se ad oggi abbiamo assistito al fenomeno/moda del vegan e relativo taboo del mangiar carne,tra i due estremi il 2020 sarà invece l’anno del <strong>“compromesso”,</strong> ovvero del “<strong><em>mangiar meno carne ma di migliore qualità</em></strong><em>”</em> (includendo in ciò il tema del chilometro zero) sia pure adottando efficaci sostituti alimentari della carne.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">A.I.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il 2020 dovrebbe essere l’anno in cui i marchi prendano prevalente controllo dei propri dati, in un contesto in cui grazie al ruolo sempre più centrale dell&#8217;intelligenza artificiale (AI) – come testimoniano le innovazioni in materia presentate in questi giorni al <em>CES di Las Vegas</em> &#8211; sta guadagnando slancio e ancora maggiore pervasione nelle vite dei consumatori. L’anno che ci aspetta si connoterà per una sempre più marcata simbiosi tra  dati e tecnologia per analizzare individuare i desiderata dei consumatori, pur con un innalzamento della soglia nel rispetto delle regole di trasparenza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Sport e cultura: tra surf e Raffaello</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">il 2020 sarà ancora l’anno in cui i brand si concentreranno nuove e ulteriori opportunità di associare se stessi a nuovi e ulteriori contesti positivi. Nella cultura – e nello specifico il 2020 sarà l’anno in cui si celebrerà Raffaello -  ma anche nello sport con un focus sulle nuove discipline olimpiche:skateboard, arrampicata sportiva, karate e surf.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>“Dallo sport – </em>riflette <strong>Alberto Dal Sasso, presidente IAA Italy</strong> &#8211; <em> che in chiave olimpica ma non solo, muove importantissimi budget di comunicazione, originano anche mode e tendenze, si pensi allo streetwear, ma anche e più in generale tutto ciò che è lifestyle connesso alle singole discipline</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Purpose.</span></strong> In generale il 2020 sarà l’anno in cui sempre più centrale per le aziende sarà il concetto di purpose, ovvero la capacità da parte dei brand di costruire e condividere con tutto il loro pubblico di riferimento un tessuto di valori comuni sui quali ritrovarsi, che va ben oltre la bontà dei prodotti e servizi che esse commercializzano, ma si concentra anche su come li produce. Con la novità che i consumatori stanno diventando sempre più istruiti, attenti ed esigenti in materia</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Climate change</span></strong></p>
<p>“<em>Sarà un’altra importante parola chiave del 2020</em> – racconta Alberto Dal Sasso di IAA Italy raccogliendo le parole di Rosie Blau di 1823 The Economist <em>- E le terribili immagini che arrivano in queste ore dall’Australia accelereranno ancor di più la consapevolezza che in un contesto in cui i governi sono fallaci dal punto di vista delle politiche a tutela dell’ambiente, aumenta, sino alla protesta,  la sensibilità dei consumatori sul tema”</em>. E se i governi possono ancora permettersi di passarsi il cerino l’un l’altro di fronte all’opinione pubblica, questo sarà meno tollerato da parte dei consumatori rispetto alle aziende e ai marchi.</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong><span style="text-decoration: underline;">Giovane vecchio</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il picco del boom di nascite nei paesi sviluppati è stato tra il 1955 e il 1960, il che significa che il 2020 sarà il picco degli anni di pensionamento per i <em>baby boomers </em>.Quindi da quest’anno emergerà con maggiore enfasi iò segmento dei “giovani vecchi”, come li chiamano i giapponesi, più attivi, in buona salute e più benestanti dei parti età della generazione precedente. E questo è un target significativamente “<em>disruptivo”</em> per tutti i settori e non solo per quello dei beni di lusso.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">L<strong>&#8216;International Advertising Association (IAA)</strong> , istituita nel 1938 e presente in 56 paesi tra cui l’Italia, è la più rilevante community internazionale di leader del marketing e della comunicazione a livello mondiale. </span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">Rappresenta in modo globale ed unico nel suo genere l’incontro tra imprese, agenzie di comunicazione, media, istituzioni e il mondo accademico. </span></em><a title="blocked::http://www.iaaglobal.org/" href="http://www.iaaglobal.org/"><em><span style="color: #0000ff;">www.iaaglobal.org</span></em></a><em><span style="color: #000000;">  </span></em><a title="blocked::http://www.iaaitalychapter.it/" href="http://www.iaaitalychapter.it/"><em><span style="color: #0000ff;">www.iaaitalychapter.it</span></em></a></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
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