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	<title>Purple &#38; Noise PR &#187; Doxa</title>
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	<description>Public Relations &#38; Communication</description>
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		<title>SONDAGGIO WIN-GALLUP/DOXA: BIN LADEN MORTO? IL 50% DELL&#8217;OPINIONE PUBBLICA MONDIALE NON CI CREDE</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 12:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Doxa]]></category>
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		<category><![CDATA[Win Gallup]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla domanda: “La persona uccisa è davvero Osama bin Laden?” solo il 53% degli intervistati ha risposto convintamene "si”, mentre il 23% ha optato per il “no”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p style="text-align: justify;"><em>Milano 15 giugno 2011</em> &#8211; Questo è il dato certamente più sorprendente dell’indagine <strong>WIN-Gallup International</strong>, il più grande e storico network di istituti di ricerca indipendenti, il cui membro per l’Italia è <strong>Doxa,</strong> che tra l’11 maggio e il 2 giugno 2011 ha intervistato <strong>un campione di oltre 21.000 individui in 25 paesi di tutto il mondo</strong>, dai più grandi come Cina, India e USA ai più piccoli come l’Islanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti alla domanda: <em><strong>“La persona uccisa è davvero Osama bin Laden?”</strong></em> solo il <strong>53</strong>% degli intervistati ha risposto convintamene “si”, mentre il 23% ha optato per il “no”. I restanti si dividono tra quelli che hanno preferito non rispondere (23%) e quelli che “non sanno nulla della vicenda” (2%).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-654"></span><br />
E anche in Italia le risposte si allineano al dato internazionale: <strong>il 51% degli italiani è convinto che bin Laden sia morto</strong>, mentre il 21% &#8211; cioè 1 italiano su 5! – ritiene che la persona uccisa non sia lui.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia l’indagine è stata condotta da Doxa tra il 12 e il 15 maggio 2011 con 1000 interviste telefoniche rivolte ad un campione nazionale rappresentativo della popolazione italiana di età di 15 anni ed oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante il dato del Pakistan dove solo il 25% ritiene che sia morto, mentre il 48% ritiene che sia ancora vivo. In India il 46% ritiene che la persona uccisa fosse l’”emiro del male”, il 24% invece è di opinione contraria e – anche in questo caso il dato è interessante &#8211; il 5% non sa della vicenda.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><!--more--></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nel mondo il 39% favorevole all’uccisione,<br />
mentre l’Italia guida la classifica di quelli che preferivano l’arresto (45%)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’opportunità dell’azione condotta dagli americani l’opinione mondiale si dichiara largamente favorevole (91%). Tra questi poi si evidenzia come il 39%  sia stato “favorevole all’uccisione”, il 15% si dichiarano “favorevoli all’uccisione ma non al modo in cui è avvenuta”, mentre il 27% avrebbe preferito ”l’arresto ma non l’uccisione”. Quest’ultima ipotesi è quelle che invece accomuna più italiani: favorevoli all’arresto si dichiarano il 45% dei nostri connazionali che, insieme a quello del Giappone (54%) rappresentano il dato più altro tra tutti gli stati coinvolti nell’indagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli USA ovviamente il numero di coloro che sono d’accordo con l’uccisione nel modo come è avvenuta è il più elevato nel mondo (61%), mentre il più basso spetta al Pakistan (7%) paese nel quale il 33% degli intervistati, pur essendo d’accordo nell’”eliminazione” di bin Laden avrebbe preferito che la cosa fosse avvenuta con diverse modalità.<!--more--></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Come ne esce Obama?<br />
Solo per 1 intervistato su 4 la sua immagine è migliorata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, secondo le risultanze dell’indagine, l’immagine del presidente Obama, l’uomo che ha dato il via libera all’operazione e che ha firmato la condanna a morte del principe saudita, non ha ottenuto una particolare impennata sull’opinione pubblica mondiale. Il 45% degli intervistati ha infatti risposto che la sua immagine è “invariata” (questo anche negli USA dove tale percentuale sale al 58%), mentre il 27% ha risposto che al contrario è “migliorata” (negli USA è al 32%).</p>
<p style="text-align: justify;">Va inoltre osservato come per il 17% è “peggiorata”. Risultati all’opposto in Pakistan dove il 51% della popolazione ritiene che l’immagine del presidente degli Stati Uniti dopo il blitz sia calata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli italiani il 63% propende per un’immagine invariata, mentre per 1 nostro connazionale su 5 (21%) l’immagine di Obama ha invece fatto un balzo in avanti.<!--more--></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E il mondo trema:<br />
“Aumenterà il terrorismo” dice il 38% degli intervistati</strong></p>
<p>A quanto pare, l’eliminazione fisica del più pericoloso terrorista del mondo, non attenua le preoccupazioni dell’opinione pubblica mondiale: il 38% è infatti convinto che il terrorismo troverà nuovo slancio dopo l’uccisione di bin Laden, mentre solo per il 19% “diminuirà”. Un terzo (30%) degli intervistati ritiene inoltre che il fenomeno rimarrà invariato. Quindi si può affermare che solo per 1 cittadino del mondo su 5, l’azione del compound avrà un effetto benefico in rapporto al problema del terrorismo internazionale.</p>
<p>In Italia le preoccupazioni riflettono il trend mondiale, ovvero il 36% ritiene che il terrorismo aumenterà, il 12% che diminuirà e il 42% che il livello resterà così com’è.</p>
<p>A tal proposito sono i tunisini i più “pessimisti”. Per 3 su 5 infatti la reazione volgerà verso un aumento della violenza terrorista, opinione che si affianca a quella dei cinesi secondo cui “aumenterà” il 45% e del 42% dei tedeschi.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Ufficio Stampa:<br />
Davide Ciliberti<br />
Purple &amp; Noise PR</p>
<p><a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E’ BMW L&#8217;AZIENDA CON LA MIGLIORE REPUTAZIONE NEL SETTORE AUTO IN ITALIA</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2011/05/press-release-e-bmw-lazienda-con-la-migliore-reputazione/</link>
		<comments>https://www.purpleandnoise.com/2011/05/press-release-e-bmw-lazienda-con-la-migliore-reputazione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 13:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Doxa]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Institute]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
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		<category><![CDATA[Public relations italia]]></category>
		<category><![CDATA[Purple & Noise]]></category>

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		<description><![CDATA[Annunciati i risultati dell’indagine “Reputation Pulse 2011”  sulla corporate reputation delle più grandi aziende operanti in Italia. Dominio tedesco nella classifica Doxa - Reputation Institute. Fiat fanalino di coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-634 aligncenter" style="border: 0px;" title="bmwRI" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2011/05/bmwRI.jpg" alt="bmwRI" width="481" height="213" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-633"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Milano, 12 maggio 2011</em> – E’ <strong>Bmw</strong>, seguita da <strong>Volkswagen</strong> e <strong>Mercedes,</strong> l’azienda che guida la classifica delle società del settore automotive con la migliore reputazione in Italia.  Questo è l’esito dell’annuale indagine <strong>Reputation Pulse 2011</strong>, la più importante ed estesa ricerca a livello nazionale sulla reputazione delle aziende e sui fattori che la influenzano,  realizzata da <strong>Reputation Institute</strong> in partnership con <strong>Doxa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Reputation Pulse Italia è realizzato in partnership con Doxa e prende in esame oltre 120 aziende operanti nel nostro paese stilandone anche una classifica in ordine di migliore reputazione, con un punteggio in una scala da 1 a 100. Per condurre l’indagine in Italia sono stati intervistati più di 3.000 soggetti nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2011*. In questa nota sono prese in esame quelle del settore automotive.</p>
<p style="text-align: justify;">Bmw, come detto, si piazza al primo posto della speciale classifica di reputazione delle aziende automobilistiche operanti in Italia con un punteggio (Pulse) di 81.19. Sul podio Volkswagen (Pulse 79,12) al secondo posto e Mercedes (Pulse 78,88) al terzo.<br />
.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>LA CLASSIFICA</strong></p>
<p style="text-align: left;">POS.              AZIENDA         PULSE</p>
<p style="text-align: left;"> 1.                      Bmw                 81.19<br />
2.                  Volkswagen         79,12<br />
3.                   Mercedes            78.88<br />
<em>                        (Toyota*)</em>       <em>    76,89</em><br />
4.                       Ford                 74,94<br />
5.                     Piaggio              72,96<br />
6.                    Peugeot              69,78<br />
7.                     Citroen              69,77<br />
8.                General Motors    65,99<br />
9.                        Fiat                 57,46</p>
<p style="text-align: justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">Solo le prime 5 aziende superano la soglia di positività dei 70 punti, le restanti invece, si posizionano sotto tale livello.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la realizzazione dell’indagine sono state considerate solo aziende comprese tra le prime 100 nel <strong>rapporto annuale di Mediobanca</strong> sulle “Principali società Italiane”**. Altri brand sono comunque stati presi in esame  al fine di  garantire confrontabilità e analisi di benchmarking all’interno del settore.  Così <strong>Toyota,</strong>  non in classifica perchè non presente nel rapporto di Mediobanca, con un Pulse di 76,89 si collocherebbe al quarto posto. Posizione che invece è occupata da <strong>Ford</strong> (74,94).</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’analisi dei punteggi si nota come la classifica sia dominata dai brand tedeschi, mentre le aziende francesi e italiane occupano solo la parte bassa del ranking. In particolare Fiat con un punteggio di reputazione di 57,46 si posiziona all’ultimo posto nella classifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le aziende hanno subito un decremento di reputazione rispetto al rilevamento 2010, con eccezione di <strong>General Motors</strong> che, seppur in coda al ranking, ha descritto un miglioramento di quasi 4 punti (era 62,08 nel 2010).</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Interessante elemento di osservazione è</em>  – aggiunge <strong>Michele Tesoro-Tess</strong>, responsabile del Reputation Institute in Italia (area Advice) – <em>come il settore automotive, rispetto agli altri presi in esame nella ricerca, sia uno dei più diversificati al suo interno con differenze nella  reputazione tra le aziende che sfiorano i 25 punti. Ciò significa</em> – continua Tesoro-Tess – <em>che i gap tra le aziende</em> <em>leader e quelle della zona bassa della classifica sono difficilmente colmabili”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La corporate reputation ha una primaria importanza strategica per le aziende laddove, se positiva,  può rappresentare una fonte di valore, ma se debole o negativa può rendere l’azienda vulnerabile</em> &#8211; spiega <strong>Guido Argieri</strong> responsabile del Reputation Institute in Italia (area Research) &#8211; <em>Abbiamo analizzato  che in Italia oltre il 50% dell’opinione pubblica ha un atteggiamento favorevole verso le tre prime aziende della nostra classifica in situazione di cambiamento interno o esterno, o in altri casi induce il consumatore ad accogliere più di buon grado eventuali aumenti dei prezzi o delle tariffe.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Reputation Institute</em>, la principale realtà a livello mondiale su temi di corporate branding e reputation management che in 15 anni ha assistito più di 200 aziende nel misurare, comprendere e valorizzare il loro potenziale in termini di reputazione. Ogni anno realizza una ricerca a livello mondiale sulla reputazione delle aziende e sui fattori che la influenzano, che prende in esame oltre 1500 società di 32 paesi.   Il Reputation Pulse Italia è realizzato in partnership con Doxa e prende in esame oltre 120 aziende operanti nel nostro paese* stilandone anche una classifica in ordine di migliore reputazione, con un punteggio in una scala da 1 a 100. Per condurre l’indagine in Italia sono stati intervistati più di 3.000 soggetti nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2011*.</p>
<p style="text-align: justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">PR &amp; Ufficio Stampa<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Note:</span><br />
* Metodologia dell’indagine: Il Reputation Pulse 2011 è stato calcolato campionando una media di 100 intervistati per ciascuna azienda e condotta attraverso il panel di Doxa-Duepuntozero Research, attraverso un’intervista on line della durata media di 10 minuti in cui si è domandato agli intervistati di valutare fino a un massimo di 5 aziende. In totale tra gennaio e febbraio 2011 sono state condotte 3000 interviste. L’analisi del campione è stata finalizzata a riflettere i dati demografici della popolazione con accesso a internet. I risultati mantengono il bilanciamento specifico in termini di età e di genere, ma mostrano la prevista sovra-rappresentazione del livello di istruzione medio nel campione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>** Per la selezione delle aziende è stato preso in esame il rapporto Mediobanca del 2010 sulle “Principali Società Italiane” nei settori industria, commercio, finanza, leasing, factoring, banche e assicurazioni. Dalle prime 100 aziende per “ricavi totali” da Mediobanca, sono state escluse alcune aziende operanti nel settore business to business (15 in tutto, che presentavano una notorietà molto bassa presso il general public). Alla lista sono infine state aggiunte alcune aziende che, pur non rientrando nella classifica Reputation Pulse Italia delle migliori aziende reputate, sono servite a garantire confrontabilità e analisi di benchmarking all’interno dei settori delle altre aziende presenti (39 aziende in tutto).</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>NUCLEARE: IN ITALIA CONTRARIO IL 75% (SONDAGGIO DOXA/WIN GALLUP)</title>
		<link>https://www.purpleandnoise.com/2011/04/press-release-nucleare-in-italia-contrario-il-75-sondaggio-doxa/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 12:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo secondo un’indagine WIN-Gallup International, il più grande e storico network di Istituti di ricerca indipendenti, il cui membro per l’Italia è Doxa, che tra il 21 marzo e il 10 aprile 2011 ha  intervistato un campione di oltre 34.000 individui in 47 paesi di tutto il mondo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><img class="size-full wp-image-630 aligncenter" style="border: 0px currentColor;" title="simpson" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2011/04/simpson.jpg" alt="simpson" width="400" height="298" /><span id="more-629"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Milano 21 aprile 2011</em> &#8211; Le conseguenze del terremoto e della catastrofe nucleare giapponese hanno profondamente inciso sulle coscenze a livello mondiale, generando un significativo cambiamento di  opinione a livello mondiale, che descrive un incremento dei “contrari”. Nel<strong> mondo</strong> <strong>in media il numero dei contrari al nucleare</strong> è passato dal 32% nella situazione pre-catastrofe all’attuale <strong>43%</strong>, con un incremento quindi del <strong>+11%</strong> rispetto al periodo precedente alla tragedia di Fukushima. In <strong>Italia</strong>, se prima della catastrofe giapponese i contrari al nucleare erano il 71% ora tale percentuale è cresciuta al <strong>75%</strong>. I favorevoli sono il <strong>24%</strong> e gli indecisi 1%</p>
<p style="text-align: justify;">Questo secondo un’indagine <strong>WIN-Gallup International</strong>, il più grande e storico network di Istituti di ricerca indipendenti, il cui membro per l’Italia è <strong>Doxa</strong>, che tra il 21 marzo e il 10 aprile 2011 ha  intervistato un campione di oltre 34.000 individui in 47 paesi di tutto il mondo. In Italia la Doxa ha condotto 1000 interviste telefoniche ad un campione nazionale rappresentativo della popolazione italiana di 15 anni ed oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a livello mondiale i favorevoli al nucleare superavano del 25% i contrari, in seguito ai recenti avvenimenti tale differenza è scesa al 6%. La caduta più evidente è stata rilevata proprio in <strong>Giappone,</strong> dove <strong>i favorevoli al nucleare sono passati dal  62% al 39%</strong>, mentre i contrari sono passati dal 28% al 47%. I dati evidenziano però come in Giappone, sia pure dopo la catastrofe tuttora in corso, i contrari al nucleare (47%) siano nettamente inferiori rispetto al 75% dei contrari in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>USA</strong> i contrari sono passati dal 37% pre-catastrofe all’attuale 44% (+7%). Anche in <strong>Francia</strong> si evidenzia un aumento dei contrari al nucleare che passano dal 33% pre-Fukushima all’attuale 41%. L’<strong>Austria</strong> è la nazione al mondo con la maggiore avversione al nucleare con il 90% di contrari, (+3%), subito seguito dalla <strong>Grecia</strong> 89% (+3%). Anche in <strong>Germani</strong>a si è avuto un sensibile aumento dei contrari che passano dal 64% all’attuale 72% (+8%).</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E GLI ITALIANI AVVERTONO IL “RISCHIO  PROSSIMITA’”:<br />
IL 60% TEME CONSEGUENZE INTERNE PER INCIDENTI NUCLEARI IN ALTRI PAESI<br />
UN ITALIANO SU DUE RITIENE LE CENTRALI DEGLI “ALTRI” POCO SICURE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come detto, In Italia dopo gli accadimenti di Fukushima <strong>la percentuale dei contrari al nucleare è cresciuta al 75% (+4%)</strong>, i favorevoli sono il 24% (-4%) e gli indecisi 1%.  Ma gli italiani manifestano preoccupazione anche relativamente al “<em><strong>rischio prossimità”.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla domanda <em>“Quanto si direbbe preoccupato dall’ipotesi di un incidente nucleare in Italia originato da un paese vicino o lontano che ha delle centrali nucleari</em>?” emerge grande preoccupazione per il<strong> 60%</strong> degli italiani (30% hanno riposto “moltissimo” e 30% “molto”).  A costoro si aggiungono un 25% di mediamente preoccupati, mentre i non preoccupati sono solo il 15%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore è generato dalla percezione del livello di sicurezza delle centrali situate in altri paesi vicini o confinanti. Infatti alla domanda ”<strong>Quanto lei è d’accordo con l’idea secondo cui le centrali nucleari più vicine all’Italia sono opportunamente sicure contro il rischio d’incidenti</strong>?” il <strong>51%</strong> degli intervistati si dichiara in disaccordo e solamente il 23% ritiene che gli impianti nucleari degli altri paesi vicino al nostro garantiscano sicurezza.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Ufficio Stampa:<br />
Davide Ciliberti<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
<span style="color: #512d9f;"><a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise</a></span><span style="color: #512d9f;"><a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">.com</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>REPUTAZIONE AZIENDALE: FERRERO, BMW E BARILLA LE MIGLIORI IN ITALIA</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 05:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ Ferrero, seguita da Bmw e Barilla, l’azienda che guida la classifica delle società con la migliore reputazione in Italia. Questo è l’esito dell’annuale indagine Reputation Pulse 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-622" style="border: 0px;" title="Doxa_RI_TABELLA_ClassificaReputazioneAziende_Italia_2011" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2011/04/Doxa_RI_TABELLA_ClassificaReputazioneAziende_Italia_2011.jpg" alt="Doxa_RI_TABELLA_ClassificaReputazioneAziende_Italia_2011" width="423" height="437" /><span id="more-621"></span>Annunciati oggi i risultati dell’indagine “Reputation Pulse 2011” sulla corporate reputation delle più grandi aziende operanti in Italia</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ <strong>Ferrero</strong>, seguita da<strong> Bmw</strong> e <strong>Barilla</strong>, l’azienda che guida la classifica delle società con la migliore reputazione in Italia. Questo è l’esito dell’annuale indagine <strong>Reputation Pulse 2011</strong>, la più importante ed estesa ricerca a livello nazionale sulla reputazione delle aziende e sui fattori che la influenzano,  realizzata da <strong>Reputation Institute</strong> in partnership con <strong>Doxa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Reputation Institute</strong>, la principale realtà a livello mondiale su temi di corporate branding e reputation management che in 15 anni ha assistito più di 200 aziende nel misurare, comprendere e valorizzare il loro potenziale in termini di reputazione. Ogni anno realizza una ricerca a livello mondiale sulla reputazione delle aziende e sui fattori che la influenzano, che prende in esame oltre 1500 società di 32 paesi.<br />
Il Reputation Pulse Italia è realizzato in partnership con <strong>Doxa</strong> e prende in esame oltre 120 aziende operanti nel nostro paese* stilandone anche una classifica in ordine di migliore reputazione, con un punteggio in una scala da 1 a 100. Per condurre l’indagine in Italia sono stati intervistati più di 3.000 soggetti nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2011*.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno quindi è <strong>Ferrero </strong>che sale sul gradino più alto del podio (con un punteggio di 81,68), subito seguita da <strong>BMW </strong>(81,19) e <strong>Barilla</strong> (81,16), uniche tre realtà che raggiungono un punteggio di <strong>“reputation di eccellenza”</strong> (superiore a 80). Scorrendo la classifica poi si possono apprezzare aziende come <strong>Armani</strong> (78,90) al quinto posto, Luxottica (75,56) all’ottavo posto <strong>Coop</strong> (73,54) al quindicesimo, <strong>Pirelli </strong>(72,55) al 17mo  subito seguita da <strong>Benetton </strong>(72,42) al 18mo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le aziende della “top 20” superano comunque la soglia di positività dei 70 punti, le restanti aziende invece, difficilmente raggiungono tale livello. Va infatti segnalato che nel complesso, <strong>sulle 124 aziende prese in esame, solo il 30% mostra un punteggio superiore al 70.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per la realizzazione dell’indagine sono state considerate solo aziende comprese tra le prime 100 nel rapporto annuale di Mediobanca sulle <em>“Principali società Italiane”**.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Reputation Pulse Italia ha inoltre espresso una classifica in termini di aumento o perdita di reputazione rispetto all’indagine 2010: <strong>Alitalia </strong>vede il maggiore aumento del suo Pulse score tra il 2010 e il 2011 (+12.8 punti), seguito da <strong>Intesa Sanpaolo</strong> (+7.1) e<strong> Unipol</strong> (+6.5).</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-626" style="border: 0px;" title="Doxa_RI_ReputationPulse2011Increm_decrem_tabella" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2011/04/Doxa_RI_ReputationPulse2011Increm_decrem_tabella.gif" alt="Doxa_RI_ReputationPulse2011Increm_decrem_tabella" width="467" height="112" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mediaset </strong>(-10.7) insieme a<strong> Lottomatica</strong> (-10.6) e<strong> Mediolanum</strong> (-10.2) sono protagoniste delle <strong>peggiori perdite di reputazione</strong>, con un crollo di circa 10 punti rispetto al 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La corporate reputation –</em> spiega <strong>Michele Tesoro-Tess</strong>, responsabile del Reputation Institute in Italia (area Advice)<em> &#8211; ha una primaria importanza strategica per le aziende laddove, se positiva,  può rappresentare una fonte di valore, ma se debole o negativa può rendere l’azienda vulnerabile</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Abbiamo analizzato  -</em> aggiunge <strong>Guido Argieri</strong> responsabile del Reputation Institute in Italia (area Research) <em>- che in Italia oltre il 50% dell’opinione pubblica ha un atteggiamento favorevole verso le tre prime aziende della nostra classifica in situazione di cambiamento interno o esterno, o in altri casi induce il consumatore ad accogliere più di buon grado eventuali aumenti dei prezzi o delle tariffe.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Note:</span><br />
<em>*<strong> Metodologia dell’indagine:</strong> Il Reputation Pulse 2011 è stato calcolato campionando una media di 100 intervistati per ciascuna azienda e condotta attraverso il panel di Doxa-Duepuntozero Research, attraverso un’intervista on line della durata media di 10 minuti in cui si è domandato agli intervistati di valutare fino a un massimo di 5 aziende. In totale tra gennaio e febbraio 2011 sono state condotte 3000 interviste. L’analisi del campione è stata finalizzata a riflettere i dati demografici della popolazione con accesso a internet. I risultati mantengono il bilanciamento specifico in termini di età e di genere, ma mostrano la prevista sovra-rappresentazione del livello di istruzione medio nel campione.</p>
<p>** Per la <strong>selezione delle aziende</strong> è stato preso in esame il rapporto Mediobanca del 2010 sulle “Principali Società Italiane” nei settori industria, commercio, finanza, leasing, factoring, banche e assicurazioni. Dalle prime 100 aziende per “ricavi totali” da Mediobanca, sono state escluse alcune aziende operanti nel settore business to business (15 in tutto, che presentavano una notorietà molto bassa presso il general public). Alla lista sono infine state aggiunte alcune aziende che, pur non rientrando nella classifica Reputation Pulse Italia delle migliori aziende reputate, sono servite a garantire confrontabilità e analisi di benchmarking all’interno dei settori delle altre aziende presenti (39 aziende in tutto).<br />
</em><em> <!--more--></em><em> </em></p>
<p><em>Ufficio Stampa:<br />
</em>Davide Ciliberti<br />
<span style="color: #333333;">Purple &amp; Noise PR</span><br />
<a href="mailto:ufficiostampa@purpleandnoise.com">ufficiostampa@purpleandnoise.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL REPUTATION INSTITUTE E LA DOXA</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 22:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
				<category><![CDATA[Doxa]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Institute]]></category>
		<category><![CDATA[Global Reputation Pulse]]></category>

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		<description><![CDATA[Doxa è partner italiano del Reputation Institute, la principale realtà a livello mondiale su temi di corporate branding e reputation management ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="border: 0px;" title="doxa logo" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2011/03/doxa-logo1.gif" alt="doxa logo" width="154" height="41" /><img class="alignleft size-full wp-image-597" style="border: 0px;" title="ReputationInstituteLogo" src="http://www.purpleandnoise.com/wp-content/uploads/2011/03/ReputationInstituteLogo3.jpg" alt="ReputationInstituteLogo" width="200" height="54" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Doxa</strong> è partner italiano del <strong>Reputation Institute</strong>, la principale realtà a livello mondiale su temi di corporate branding e reputation management che in 15 anni ha assistito più di 200 aziende nel misurare, comprendere e valorizzare il loro potenziale in termini di reputazione. Presente in <strong>oltre 30 paesi</strong> opera conducendo una costante e approfondita attività di ricerca e mette a disposizione delle aziende il suo patrimonio di conoscenze attraverso un&#8217;attività di consulenza dedicata, seminari, conferenze e pubblicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-590"></span>Il <strong>Global Reputation Pulse</strong> è la più importante ed estesa ricerca a livello mondiale sulla reputazione delle aziende e sui fattori che la influenzano. L’indagine <strong>ogni anno prende in esame oltre 1500 aziende di 32 paesi</strong>. Il Reputation Institute conta esperienze in <strong>24 settori</strong> produttivi e in oltre<strong> 15 gruppi di stakeholders</strong>, con l’obiettivo di mettere l’azienda in condizione di generare valore tangibile da asset intangibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.reputationinstitute.com/">www.reputationinstitute.com</a></p>
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