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	<title>Purple &#38; Noise PR &#187; Cusumano</title>
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	<description>Public Relations &#38; Communication</description>
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		<title>VINO: PER ESPERTI E PRODUTTORI LEVA DI MARKETING TURISTICO PIU’ ATTRATTIVO DI MODA O FERRARI</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 13:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antinori, Cusumano e Frescobaldi: “vino asset unico al mondo che promuove un’Italia di qualità”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>“<em>Il vino? Io ritengo che oggi come oggi sia il più efficace acceleratore di marketing per il turismo in Italia che porta più turisti della moda, della Ferrari e, senza dubbio alcuno, più di qualsiasi influencer-avatar ‘botticelliano’ o altra campagna pubblicitaria ministeriale</em>” così <strong>Davide Ciliberti </strong>esperto del gruppo di comunicazione<strong> Purple &amp; Noise</strong>, dal Vinitaly in corso a Verona. “<em>Perché il vino entra nelle case, sulle tavole di tutto il mondo ed è protagonista di occasioni speciali o momenti felici. E’</em> – continua l’esperto &#8211; <em>a differenza di altri prodotti iconici del made in Italy, per prezzo, accessibile a tutti e facilmente stimola la curiosità circa il luogo di origine. </em></p>
<p><em>“E, in termini di geomarketing, è capillarmente distribuito, perché se è vero che in ogni angolo del mondo v’è un ristorante italiano è ancor più certo che su quelle tavole e in quelle delle case di chi li frequenta vi sarà un vino italiano</em>”, aggiunge Vicky Gitto<em> </em>pubblicitario italiano ben conosciuto a livello mondiale.</p>
<p>I dati del recente Rapporto Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (2025) confermano infatti che <strong>il 70% degli intervistati dichiara infatti di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni alla ricerca di cibo, vino, olio e tutte le altre tipicità agroalimentari del territorio italiano</strong>: con un incremento medio annuo del +13% circa</p>
<p>Globalmente l’enoturismo da solo vale quasi 40 miliardi di euro all’anno. Di questi oltre la metà finiscono in Europa, con Francia, Italia e Spagna come mete preferite ed un <strong>trend medio annuo di crescita del +13% circa</strong> anche in periodi come quello attuali nei quali a causa delle varie guerre dei dazi trumpiani i il mercato del vino è in sofferenza.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>FRESCOBALDI: CON ARTE BINOMIO DI STRAORDINARIO POTENZIALE ATTRATTIVO. </strong></p>
<p><em>“Anche da noi in Toscana l’enoturismo è in forte crescita </em>– conferma <strong>Tiziana Frescobaldi, presidente della Holding Compagnia de’ Frescobaldi</strong> e ideatrice del progetto di mecenatismo ‘Artisti per Frescobaldi’ <em>- e lo vediamo nelle nostre tenute: da Perano nel Chianti Classico, a Nipozzano, a Pomino, a Montalcino</em>. A<em> Castel Giocondo luogo di produzione dell’omonimo Castel Giocondo brunello di Montalcino dove peraltro, e questo aiuta a spiegare come sta evolvendo la vigna, abbiamo una piccola struttura, una hospitality, dove si può soggiornare e vivere un’esperienza unica e immersiva, tra i filari e la cantina, dove le persone vengono per degustare i vini della tenuta, e anche per assaporare un po’ della nostra storia. E proprio a Castel Giocondo dal 2012 abbiamo avviato un progetto che unisce il vino e l&#8217;arte contemporanea: ‘Artisti per Frescobaldi’, che vanta una collezione di opere di artisti italiani e internazionali ispirate al territorio e al mondo del vino, aperta al pubblico”</em>.</p>
<p><em>“Crediamo nel binomio tra vino e l’arte: insieme alla cucina e alla bellezza del nostro paesaggio sono un’alchimia perfetta, unica nel mondo</em>”.<em> Infatti</em> – continua Tiziana Frescobaldi – <em>di recente sono stata <strong>in Corea</strong>, in ambasciata, per parlare di made in Italy e della percezione agli occhi di un paese in grande e forte crescita e dalla cultura, anche in termini di gusto alimentare, cosi diversa dalla nostra, e <strong>arte, vino e cucina rappresentano gli aspetti di maggiore richiamo e interesse</strong>. Un unicum nel mondo sul quale dobbiamo però a mio parere continuare ad investire e progredire in termini di qualità, valore dei nostri e cura del paesaggio e di una natura così generosa”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>ANTINORI: VINO RACCONTA TERRITORIO E STORIA, CHE AFFASCINA IL MONDO.</strong></p>
<p><em>“Il vino rappresenta certamente uno straordinario veicolo di conoscenza dei territori – </em>commenta <strong>Allegra Antinori, Vice Presidente di Marchesi Antinori</strong>, che in azienda si occupa delle attività legate all’ospitalità <em>– <strong>ma per noi il suo valore aggiunto risiede soprattutto nella capacità di raccontare una tradizione fatta di radici profonde e di continua evoluzione</strong>. Le nostre cantine nascono proprio con questo intento: essere luoghi che esprimono e valorizzano il territorio, completamente integrate nel paesaggio in cui il vino prende forma. È lì che si custodisce la nostra storia, ma anche la parte più contemporanea e innovativa del nostro lavoro. Lo vediamo ogni giorno; alla cantina Antinori nel Chianti Classico, dove la lunga tradizione vitivinicola è parte integrante dell’identità di un territorio storico per la produzione del vino come il Chianti Classico, così come a Le Mortelle, in Maremma, dove invece si racconta un territorio ancora in parte da scoprire. </em></p>
<p><em>“Ogni nostra realtà – </em>continua Allegra Antinori <em>- ha la propria cantina e una propria dimensione di ospitalità, pensata per accogliere i nostri ospiti e accompagnarli nella conoscenza di un luogo, della sua storia e della sua identità. Quando questo legame si crea, il vino diventa memoria: un racconto che continua nel tempo e che, una volta ritrovato nel calice, riporta naturalmente al territorio da cui nasce. <strong>Ed è proprio in questo rapporto profondo con il territorio che risiede, a nostro avviso, la sua forza anche dal punto di vista turistico.”</strong></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CUSUMANO: ETNA OGGI SUPER-DESTINAZIONE GRAZIE A VINO E SUOI PRODUTTORI</strong></p>
<p>D’accordo con i marketing manager anche il produttore <strong>Diego Cusumano, dell’omonima casa vinicola siciliana</strong>. “<em>Il nostro vino</em> – racconta il vignaiolo siciliano – <em>è distribuito nei cinque continenti e da me personalmente o dagli esportatori e quotidianamente presentato, sublimato come prodotto della nostra terra, la Sicilia. E il nostro cliente nell’apprezzare il nostro vino si appassiona anche al luogo della sua origine, quel territorio, che la vigna medesima rende bellezza, rende paesaggio. <strong>Si pensi </strong></em>– esemplifica Cusumano -<strong><em> all’Etna vent’anni fa e all’Etna oggi: meta super-turistica proprio grazie al vino e ai suoi produttori</em></strong><em> che nel promuoversi, negli anni, hanno incuriosito prima i wine-lovers, poi attivato il passa-parola, per poi conquistare gli enoturisti ed infine da farlo assurgere oggi a luogo da visitare a livello mondiale. Con indotto e benefici a ciò connessi.”</em></p>
<p><em>“E lo stesso </em>– continua il produttore -<em> vale per tutti i luoghi d’Italia, dal famosissimo Chiantishire sino ai piccoli borghi e territori, ognuno dei quali ci regala il suo prodotto, la sua etichetta, racconta la sua storia, la sua tradizione, il ‘soul’ di quel luogo”</em>.</p>
<p>“<strong><em>Sommate il tutto e in un sol colpo avete la più massiccia campagna di marketing territoriale del nostro Paese c</em></strong><em>he porta tanti nuovi arrivi ed è il miglior antidoto all’overturism”</em> conferma Vicky Gitto.<br />
<strong>CRISTINA MERCURI, MASTER OF WINE: VINO COSTRUISCE IMMAGINARIO DI QUALITA’ CHE RAFFORZA INTERO SISTEMA-PAESE</strong></p>
<p><em>“Il vino può certamente essere una leva di marketing per il Made in Italy e per il turismo, ma la definizione è limitante: il vino è soprattutto un’infrastruttura culturale ed economica capace di generare reputazione e desiderabilità territoriale nel lungo periodo”</em> – così <strong>Cristina Mercuri, prima donna italiana a raggiungere il prestigioso titolo di Master of Wine (MW) il titolo più alto e prestigioso nel mondo del vino</strong> (rilasciato dall&#8217;omonimo Institute of Masters of Wine (IMW) di Londra certifica una competenza eccezionale, non solo in degustazione, ma anche in viticoltura, enologia, commercio e marketing del vino – ndr) che continua – “<em>Il caso dei paesaggi vitivinicoli di Langhe–Roero–Monferrato, riconosciuti patrimonio UNESCO, dimostra come il vino possa attivare un ecosistema più ampio che coinvolge ospitalità, gastronomia e investimenti internazionali. Allo stesso tempo, evidenzia anche possibili criticità, come il rischio di pressione turistica e standardizzazione dell’identità locale. Questo conferma <strong>che il vino è una leva molto potente, ma richiede visione strategica per preservare autenticità e coerenza.</strong></em></p>
<p><em>“<strong>Il vino non promuove solo un prodotto, ma costruisce un immaginario di qualità che rafforza l’intero sistema Paese</strong>. Perché questo potenziale si realizzi pienamente</em> – conclude l’esperta &#8211; <em>è necessario investire in managerialità strutturata e capacità di coordinamento strategico nel lungo periodo”</em></p>
<p><strong>LA PROPOSTA: MENO SOLDI PUBBLICI ALLE ‘<em>VENERE-INFLUENCER’</em> MA INVESTIRE SU ‘BACCO’</strong></p>
<p>“<em>E il grande impegno dei singoli produttori che nel promuovere il loro prodotto raccontano in giro per il mondo la migliore Italia</em> – rilancia <strong>Davide Ciliberti</strong> di Purple &amp; Noise PR &#8211; <em>andrebbe concretamente sostenuto dal governo e dalle amministrazioni locali che, anziché disperdere tanti denari pubblici in inefficaci campagne di marketing e comunicazione, peraltro scoordinate e senza un piano a medio termine, destini ai vignaioli i tanti fondi che dallo Stato, alle Regioni sino alle pro loco vendono destinati al turismo e spesi senza particolare ritorno (</em>quanto afflusso ci ha portato la ‘famosa’ influencer avatar della Venere del Botticelli?<em>). E se non saran denari siano almeno <strong>sconti fiscali per chi comunica contribuendo ad un piano di comunicazione nazionale”.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;">+++</p>
<p>Ufficio stampa:<br />
PURPLE &amp; NOISE PR</p>
<p>ufficiostampa@purpleandnoise.com</p>
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		<item>
		<title>CUSUMANO: &#8220;VENDEMMIA 2025 STRAORDINARIA. I DAZI? DAL 2026 SARANNO &#8216;METABOLIZZATI&#8217;&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 13:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I dazi, che hanno generato una grande incertezza a livello macroeconomico, anche per quanto ci riguarda hanno determinato un piccolo un rallentamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Partinico, 18 novembre 2025 -  &#8221;<em>La vendemmia 2025 non è andata bene, è andata benissimo!</em> – commenta Diego Cusumano, vignaiolo siciliano, titolare insieme al fratello Alberto dell’omonima azienda, tra le etichette più riconosciute in Italia e all’estero, che prosegue – <em>E’ ovvio che ogni produttore parli sempre bene del proprio prodotto: un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono, ma <strong>quest’anno la natura ci ha regalato una vendemmia incredibile, straordinaria come è da tempo che non se ne vedevano</strong></em>” conferma entusiasta l’imprenditore siciliano, che continua <em>“In un momento in cui la situazione, non solo economica,  internazionale è decisamente molto più che incerta e isterica, la natura – ancora una volta – ci tende la mano e ci fa questo regalo, che ci dà forza e speranza per guardare con ottimismo all’imminente futuro”.</em></p>
<p>Nel frattempo i dati Istat sull’export, aggiornati ad agosto 2025, segnano un decremento del -1,9% in valore e un – 2,9% in volumi rispetto allo stesso periodo del 2024; risultato negativo cui ovviamente contribuiscono le esportazioni verso gli USA, primo paese per acquisti di vino italiano, dove le esportazioni scendono dai 132,4 milioni di euro di agosto 2024 ai 92,5 milioni di euro ad agosto di quest’anno, con un crollo a valore del -30% circa (mentre sui volumi il calo è del -2,2% rispetto al 2024)</p>
<p><em>“I dazi, che hanno generato una grande incertezza a livello macroeconomico, anche per quanto ci riguarda hanno determinato <strong>un piccolo un rallentamento</strong>. Però, – </em>sottolinea Cusumano<em> – <strong>soltanto a valore, ma non abbiamo perso mercato</strong>. Le quantità vendute che i nostri importatori realizzano sul mercato USA registrano infatti un dato ancora positivo, che dimostra che il Made in Italy è insostituibile agli occhi dei consumatori americani”.</em></p>
<p>Quindi questo dei <strong>dazi <em>trumpiani</em></strong><em> </em>secondo l’imprenditore siciliano<em> </em>è solo un momento <strong>che il mercato, automaticamente metabolizzerà</strong>. E supererà. Entro quando? <em>“Io ritengo che i dazi saranno metabolizzati nel corso del 2026 e, pian piano, gli importatori aumenteranno le aspettative di vendita, incrementando le importazioni”</em> incrocia le dita Cusumano.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>Ufficio stampa:<br />
Purple &amp; Noise PR<br />
ufficiostampa@purpleandnoise.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E’ L’ETNA BIANCO ARRIGO DI CUSUMANO IL MIGLIOR VINO BIANCO D’ITALIA</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 13:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prodotto in sole 3.899 bottiglie ottiene il punteggio massimo possibile nella classifica delle guide de L’Espresso 2026]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Milano, ottobre 2025</em> – Laurea a pieni voti per <strong>Alta Mora</strong> <strong>Etna Bianco DOC Arrigo 2022</strong> di <strong>Cusumano</strong>, tra i più apprezzati produttori di vino a livello nazionale e internazionale, che è stato premiato come <strong>“Miglior vino bianco” con una votazione di 110 cum laude, </strong>la massima possibile riservata a una ristretta selezione di vini d’eccellenza assoluta, da <strong>Le Guide dell’Espresso 2026, </strong>giunta alla sua 46a edizione. Sono infatti solo sette le cantine in Italia che hanno raggiunto il livello massimo: il già citato Cusumano con Alta Mora Etna Bianco DOC Arrigo (Sicilia), poi Castello di Ama (Toscana), Elvio Cogno (Piemonte), Ferrari Trento (Trentino AA), Giovanni Rosso (Piemonte), Podere Forte (Toscana) e Tenuta Sette Ponti (Toscana).<strong></strong></p>
<p><em>“Un vino frutto delle migliori uve di Carricante coltivate nella contrada Arrigo, da cui prende il nome, sul versante nord dell&#8217;Etna</em> – spiega <strong>Diego Cusumano, vignaiolo e titolare, con il fratello Alberto, dell’omonima cantina siciliana</strong> –<em> </em><em>La freschezza dei terreni concede la piena maturazione del Carricante senza snaturarne i profumi, esaltando il carattere e la complessità di questo vitigno autoctono vulcanico.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un Carricante di bassa montagna capace di dialogare in maniera sorprendente con il tempo restituendo una collocazione di bellezza disarmante. </em>Così <strong>Luca Gardini</strong>, critico enologico, campione del mondo dei sommelier e curatore de La Guida ai 1000 Vini d’Italia de L’Espresso ha motivato e  assegnato il premio nonché il massimo punteggio destinato alle etichette che rappresentano <strong>l’apice della produzione vitivinicola italiana</strong> ad<strong><em> Alta </em>Mora</strong> <strong>Etna Bianco DOC Arrigo 2022.</strong></p>
<p>L’ultimo nato Cusumano, prodotto in appena 3.899 bottiglie, vede la luce in un territorio a 610 metri d’altezza, in suolo antico, ricco di sostanza organica, fatto di sabbie vulcaniche e pietre laviche risalenti a una colata del 1180, dove incontra da un lato l’aria di montagna dell’Etna e dall’altro la brezza del mare che proviene da Taormina. Le forti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono così una maturazione lenta, che preserva freschezza e sapidità. L’affinazione avviene poi in una cantina progettata secondo la moderna architettura ipogea, termoregolata dalla roccia lavica e al riparo dalla luce e sbalzi termici.</p>
<p><em>“La contrada Arrigo è un luogo senza eguali in Italia e nel mondo</em> – sottolinea <strong>Diego Cusumano</strong> – <em>e l’Alta Mora Etna Bianco DOC Arrigo 2022 conferma questa identità irripetibile fatta di contrasti. Questo riconoscimento ci ripaga del tanto lavoro che riserviamo alla produzione dei vini Alta Mora, così come per ogni nostra etichetta. A ognuna dedichiamo cinquemila ore di lavoro: dalla cura delle piante alla selezione dei grappoli, dalla raccolta fino alla cantina. Ma questo è il tempo necessario per garantire che ogni acino arrivi integro, per vinificarlo e accompagnarlo fino all’affinamento”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ufficio stampa Cusumano<br />
Purple &amp; Noise PR</p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA CAMPAGNA CUSUMANO &#8220;THE REAL SOUL OF SICILY&#8221; ENTRA NEL LURZER&#8217;S ARCHIVE</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 13:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press office</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per essere andato oltre la comunicazione tradizionale del vino, avendo la capacità di rivelare attraverso pochi scatti in bianco e nero, l’anima di un territorio: la  vera Sicilia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La ‘<em>vera anima’</em> della Sicilia riconosciuta a livello internazionale</strong></p>
<p><em>Palermo, ottobre 2025</em> &#8211; Una campagna che mette al centro l’espressione dei valori della Sicilia più autentica, quella fatta di convivialità, bellezza e unicità. Nasce da qui &#8220;<strong><em>The Real Soul of Sicily</em></strong>&#8220;, la campagna ideata dall’agenzia <strong>GB22 per Cusumano</strong>, tra i più apprezzati produttori di vino a livello nazionale e internazionale, selezionata tra le più efficaci dell’anno dalla rivista internazionale <strong>Lürzer’s Archive, punto di riferimento della creatività a livello mondiale.</strong> Lürzer’s Archive ha premiato la capacità di Cusumano di <em>andare oltre la comunicazione tradizionale del vino, avendo la capacità di rivelare attraverso pochi scatti in bianco e nero, l’anima di un territorio: un’esperienza estetica che racconta di una Sicilia genuina, sana, terra di bellezza e contrasti.</em></p>
<p><em>“Questo riconoscimento ci onora e ci ripaga per un impegno che si traduce quotidianamente nella cura delle nostre vigne, ma che trasuda amore per la nostra terra che, per quanto molto frequentata da visitatori e turisti è ancora tutta da svelare nella sua profondità. In un’anima, uno spirito, quello della Sicilia e dei siciliani che, credetemi</em> – promette <strong>Diego Cusumano </strong>vignaiolo e titolare dell’azienda insieme al fratello <strong>Alberto</strong> – <em>una volta scoperto e assaporato farà innamorare di questa terra, della sua gente e dei suoi prodotti</em>”.</p>
<p><em>“I vini Cusumano</em> – spiega <strong>Vicky Gitto</strong> di GB22, creative director della campagna – <em>hanno il sapore del territorio in cui nascono. Hanno l’eleganza della montagna e la forza del Mediterraneo. E l’azienda Cusumano ha nel sangue e nel cuore la Sicilia e quel ‘soul’ che attraverso il nostro lavoro abbiamo provato a rappresentare</em>”.</p>
<p>La campagna mette al centro l’espressione dei valori della Sicilia più autentica, quella fatta di convivialità, bellezza e unicità. Ogni soggetto racconta qualcosa che si può trovare ovunque, ma che in Sicilia assume una forma irripetibile: un paesaggio, un’emozione, un simbolo.</p>
<p><strong>Lürzer&#8217;s Archive</strong> è una rivista internazionale e un archivio online di campagne pubblicitarie e creative di alta qualità da tutto il mondo, fondata nel 1984 dal copywriter Walter Lürzer. Pubblicata ogni due mesi, la rivista e la sua piattaforma digitale presentano le migliori opere di art direction, illustrazioni, fotografia e altri settori creativi, servendo come fonte di ispirazione per professionisti e studenti nel campo della pubblicità e del design.</p>
<p><strong>Cusumano.</strong> Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna</p>
<div></div>
<div>Ufficio stampa:</div>
<div>Purple &amp; Noise PR</div>
<div>ufficiostampa@purpleandnoise.com</div>
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